Certe volte il nostro benessere passa anche dalla capacità di dire qualche NO.

Sebbene sia bello essere comprensivi e disponibili, spesso rischiamo di esserlo fin troppo. Fatichiamo a non accumulare sensi di colpa per quello che non riusciamo a dire o a fare, come se dovessimo sempre essere sintonizzati sul SI.

Ci sono persone che davvero antepongono sempre gli altri a se stessi. Non vogliono trascurare, deludere, ferire. Si affannano ad essere perennemente pronti a soddisfare richieste ed esigenze altrui. Non vi è dubbio che in ciò ci sia generosità e sensibilità ma talvolta qualche limite è necessario.

Secondo me bisogna rispettare se stessi, i propri tempi, i propri spazi, le proprie opinioni. Con ciò riusciamo a vincere il bisogno di compiacere gli altri, di essere perennemente all’altezza delle aspettative e approvati da tutti.

Ma come possiamo orientarci concretamente per sentirci “nel giusto”?

Valutando A CHI DARE: è un aspetto importante, considerare le persone per quello che rappresentano per noi, per quali sentimenti ci legano, per quanto meritano;

Tenendo conto DI COSA SENTIAMO DAVVERO: dobbiamo prendere l’abitudine di ascoltarci, di comportarci per ciò che vogliamo e non per ciò che è ispirato semplicemente da quel maledetto meccanismo del sì automatico. Solo così possiamo agire con energia e convinzione, senza svilirci e con gioia;

Avendo cura DI COME CI PRESTIAMO: possiamo aiutare, possiamo essere accanto a chi chiede la nostra presenza, possiamo dire sì senza con ciò metterci al servizio senza confini e senza riserve. In sostanza dobbiamo essere certi di compiere ciò che troviamo opportuno, sostenibile, positivo.

Mi rendo conto di quanto possa pesare, spingersi al NO, non rispondere a ogni attesa, sottrarsi a una pretesa, rifiutare qualcosa o negare il sì che gli altri sono soliti ricevere da noi…eppure credo che nulla di quanto siamo per condizionamento sia autentico e ci appaghi: prima o poi diventa un macigno.

Anche per essere altruisti e aperti agli altri dobbiamo rispettare noi stessi, le nostre forze, le nostre scelte…inclusa quella di qualche NO.

Va bene essere educati, avere senso del dovere sul lavoro, nutrire solidarietà…non è altrettanto buono vivere nell’ossessione di essere “all’altezza” di tutto e tutti. Dobbiamo proteggere ciò che siamo e valiamo a prescindere dai riconoscimenti che pensiamo di conquistare con i SI.

C’è una cosa che possiamo ricordare: siamo cresciuti anche con i NO. I NO di genitori, insegnanti, amici e capi. I NO che ci hanno fatto capire cosa era sbagliato, cosa non si poteva fare, cosa era giusto evitare. Insomma non sono sempre terribili e negativi! Anzi.

Voi come ve la cavate con i NO?