Errare è umano…e utile.

Utile naturalmente se dagli errori impariamo.

La prima cosa che possono insegnarci è quanto sia importante ammetterli.

Sì, ammettere gli errori è davvero fondamentale:

1)perché ci fa riconoscere la nostra umana fallibilità

2)perché ci consente di assimilare la lezione e apprendere qualcosa che ignoravamo, che non sapevamo fare o che era meglio evitare.

Un po’ come il segno rosso della maestra a scuola, l’errore è un momento di crescita. Se smettiamo di considerarlo come una vergogna, un’offesa, una debolezza, possiamo fare davvero un balzo in avanti.

Magari chiedere scusa oppure rimediare o fare esperienza per il futuro.

Secondo me oggi più che mai l’ERRORE può essere una chiave di svolta. Sapete perché penso questo? Perché siamo nell’epoca storica della trasformazione velocissima e nello stesso tempo della crisi profondissima… Insomma viviamo il momento perfetto per accumulare errori! Errori involontari, naturalmente.

Possiamo essere animati sempre dalle migliori attenzioni ma loro, gli errori, sono in agguato. Camminiamo su un terreno scivoloso, tutto muta in un lampo e ci coglie impreparati, il costume cambia e possiamo faticare a tenere il passo, le esigenze e le tendenze incombono e noi cadiamo in mille trappole, sviste, abbagli e malintesi.

Normale, normalissimo.

E allora prendiamo al volo l’occasione, facciamo di errore virtù!

Già, il passo è difficile solo se l’orgoglio è troppo ingombrante, altrimenti è un piacere. È un piacere prendere l’errore come OPPORTUNITA’.

Sapete che c’è? C’è che tutti i “grandi” sono umili e non hanno alcun problema a confessare l’errore. Io devo dire che riconoscere l’errore regala una sorta di impagabile leggerezza perché schioda dalla rigidità e consegna alla flessibilità!

HO SBAGLIATO.

Già a dirlo rilassa no?

Comunque davvero dovremmo riflettere tanto sul nostro work in progress vita natural durante. Soprattutto per impegnarci a uscire dai nostri schemi limitanti e per continuare a confrontarci con tutto e tutti.

Nessun senso di colpa…Più che paura dei nostri errori dobbiamo se mai avere timore dell’incapacità di viverli come un’esperienza attraverso la quale maturare.