Quante volte rimuginiamo sul passato?

Quante volte sentiamo la preoccupazione per il futuro?

Tra passato e futuro esiste il PRESENTE, l’unico tempo sul quale possiamo incidere davvero.

Spesso le ombre del passato ci inseguono e ci perseguitano, non tanto perché concretamente siano ancora realmente palpabili e influenti, quanto perché sono una specie di chiodo fisso, una zavorra che ci portiamo dietro. Magari un rancore, un dispiacere, una disavventura, un errore. Qualcosa che diventa limite e soffoca quello che siamo e possiamo fare oggi.

Altre volte a rubarci il presente è l’ansia del futuro: le incertezze, i patemi, le paure.

Ci caschiamo più o meno tutti, credo.

Ci caschiamo perché siamo umani, non dimentichiamo facilmente e siamo portati a pensare a quello che avverrà, a quello che potrebbe capitarci domani, tra un mese o tra un anno.

D’altra parte non possiamo cancellare dalla nostra mente e dalle nostre visioni il passato e il futuro. Il primo fa parte della nostra storia, il secondo è naturalmente nelle nostre speranze e nelle nostre ipotesi di vita.

Quello che dovremmo riuscire a fare è invece non farli prevalere, impedire loro di sconvolgere il nostro presente.

Mi accorgo di quanto l’attenzione e la passione che mettiamo in qualche attività, in una relazione, in una situazione, siano in questo senso una vera e propria risorsa!

QUANTO PIU’ SIAMO FOCALIZZATI SU UN MOMENTO, SU UN FATTO,

SU UN LAVORO, SU UN HOBBY, SU UN DISCORSO, TANTO PIU’ DIVENTIAMO PADRONI DEL TEMPO PRESENTE!

Daniel Goleman ha fatto davvero centro: allenare l’attenzione è portentoso per gestire lo stress, alleviare l’ansia, raggiungere il benessere.

Basta provare, a piccoli passi.

Immergerci in quello che ci piace rende facilissimo calarsi completamente nel presente. Un po’ alla volta diventa una sana abitudine!

Questo non vuol dire non sognare più, non programmare più, non fare più progetti e piani. Tutt’altro. Vuol dire se mai non farci fagocitare dall’angoscia dei timori irrazionali o di ciò che comunque non possiamo controllare o di quello che è bene affrontare quando si presenta, senza un bagaglio di paturnie e congetture.

Qualche penso addirittura a un pizzico di buon fatalismo.

Un pizzico! Quello che basta, ad esempio, per non fasciarci la testa prima di romperla. E anche per perdonare o seppellire o svalutare quello che del passato serve solo a darci tormento.

Ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono.

Per questo si chiama presente.

(Kung Fu Panda)