Tutti sappiamo che “gettare la spugna” significa ritirarsi da un’impresa, rinunciare a una lotta.

Spesso siamo abituati a considerare che voglia dire dichiararsi vinto. In effetti è così tutte le volte in cui non abbiamo più voglia di insistere e di impegnarci.

Ma è sempre un fallimento?

No. Talvolta ci arrendiamo perché capiamo che non vale la pena sprecare troppe energie e altre volte perché riconosciamo l’altrui superiorità. Andare avanti ci porterebbe soltanto danno.

In definitiva soppesiamo la proporzione tra risultati sperati e ciò che ci costa inseguirli.

Capita anche che ci rendiamo conto che qualcosa ci sfuggirà certamente, nonostante qualsiasi sforzo. Un po’ come se ci invaghiamo di qualcuno che non vuole saperne di noi, no? Se ne siamo consapevoli, è meglio mollare la presa.

Se gettiamo la spugna per paura, pigrizia, insicurezza purtroppo non andremo mai granché lontani, è vero.

Se invece gettiamo la spugna perché ragionando arriviamo a ritenere che l’obiettivo non merita tutta la nostra determinazione e perseveranza, siamo evidentemente persone capaci di fare valutazioni sagge e opportune.

Perché oggi ragiono di questo?

Perché mi capita di pensare alla TESTARDAGGINE. Quella cieca e improduttiva. Canalizza le nostre attenzioni e come una sanguisuga ci prosciuga. Le risorse mal impiegate sono uno SPRECO dal quale tenersi alla larga!

D’altra parte frequentemente è consigliabile gettare la spugna anche di fronte alle situazioni gestite dalla testardaggine altrui, non credete? Ci avviliamo, ci arrabbiamo, ci stanchiamo, scontrandoci contro un muro di gomma.

Insomma in molti casi gettare la spugna è una dimostrazione di intelligenza.

Non è raccomandabile infatti accanirsi quando le prospettive di qualche risvolto buono non ci sono.

Resta invece validissimo il monito alla perseveranza, quando i nostri sacrifici, la nostra tenacia, la nostra dedizione, possono essere ripagati.

Bisogna essere lucidi, valutare quante frecce abbiamo al nostro arco, quanto conta per noi provare a centrare il bersaglio, quante probabilità abbiamo di farcela grazie alla nostra bravura. E bisogna anche saper semplicemente ammettere i casi in cui una battaglia non fa per noi.