Non rimandare a domani un “ti voglio bene”.

Quello che possiamo dire o fare oggi, domani potrebbe essere impossibile, inutile, inefficace.

Talvolta non cogliamo le occasioni, rimandiamo, sottovalutiamo i bisogni di chi ci è accanto. C’è un momento per ogni cosa e quel momento talvolta è esattamente “prima” e non “poi”.

Siamo portati a ragionare come se avessimo sempre un futuro davanti per rimediare, per compiere un’azione, per dare un aiuto, per dire una parola buona. E allora rinviamo. Rinviamo per pigrizia, per distrazione, per egoismo.

Spesso crediamo davvero che tutto e tutti possano aspettare. Aspettare quando ci fa comodo o quando capita. E invece rischiamo di accorgerci un giorno che abbiamo trascurato i momenti o le persone, che siamo stati superficiali o abbiamo messo proprio poco cuore. Forse ci pentiamo e ne soffriamo, forse proviamo il rimpianto di ciò che è perduto e non possiamo affatto recuperare.

No, non è scontato che si possa recuperare.

Chi ha atteso invano le nostre attenzioni, le situazioni che abbiamo trascurato, le occasioni che abbiamo tradito, magari hanno fatto nel frattempo la loro strada. Senza di noi. Abbiamo deluso, abbiamo mancato.

Siamo umani e quindi può succederci, non vi è dubbio.

Mi chiedo però quanto sarebbe bello riuscire a non lasciare indietro ciò che conta, a non ferire le persone che ci sono care. Mi chiedo quanto sarebbe bello ricordarci di essere con gli altri proprio come desideriamo gli altri siano con noi.

Penso che talvolta siamo così presi dalle nostre esigenze, dai nostri progetti, dai nostri piaceri che non vediamo neanche quello che pulsa intorno a noi, quello che ci chiama e ci trova sordi.

A volte sembra quasi che abbiamo più paura di perdere qualcosa dei nostri piani che qualcosa di grande e importante che potremmo o dovremmo fare.

A voi capita di fare queste riflessioni? Siete sempre pronti a essere, dire o fare quello che aiuta gli altri o pensate innanzi tutto a ciò che serve a voi?