Loquacità, prolissità, logorrea sono sinonimi? Io intravedo in pratica delle belle sfumature, in un certo senso li immagino in scala, come un crescendo!

Pare che a livelli esasperati la logorrea possa celare qualche disturbo psicologico ma spesso troviamo semplicemente persone che definiamo genericamente CHIACCHIERONE.

 

Il loquace ha la favella sciolta e conversa volentieri. Nella maggior parte dei casi risulta simpatico perché è aperto, vivace e interagisce con curiosità e piacere. Insomma parla molto ma ascolta anche!

 

Il prolisso è più che altro la persona che fa lunghi giri di parole per esprimere un concetto: è fecondo e minuzioso. Frequentemente risulta noioso proprio perché impiega un tempo considerevole per arrivare al “dunque” di un discorso. Pensateci: di solito scende nei dettagli, si perde in mille rivoli, puntualizza tutto e lo fa magari pure con un tono basso e un ritmo lento!

 

Il logorroico non prende fiato, ingrana la marcia e parla a raffica. Mette un po’ ansia, ha spesso un eloquio agitato, passa da un argomento all’altro senza soluzione di continuità. A volte non riusciamo a seguirne il filo logico tanto è veloce e concitato. Naturalmente monopolizza letteralmente la scena, non lasciando spazio alle voci altrui. Il logorroico non ascolta proprio quindi noi siamo decisamente vittime.

 

Al di là, come dicevo sopra, di eventuali disagi emotivi che possono giustificare tutto, certe volte abbiamo davvero bisogno di difenderci dall’ECCESSO DI PAROLE. Innanzi tutto perché ci confondono e ci travolgono. Poi perché non lasciano alcuna possibilità di autentica relazione. E infine perché non di rado l’abbondanza di parole impoverisce i temi invece di arricchirli.

Di un fiume verbale in piena resta quasi niente. Un po’ perché ci stufiamo di ascoltare, un po’ perché ne perdiamo il significato, un po’ perché dicono davvero troppo!

Il LESS IS MORE dovrebbe regnare sovrano anche nelle conversazioni. Dovremmo abituarci ad usare la quantità di parole necessarie e avere sacro rispetto delle dosate parole altrui.

La scarica di bla bla bla cui capita di essere sottoposti è davvero sfiancante, assordante e assurda. Il surplus di parole invece di creare rapporto e scambio, diventa una botta in testa che ci stordisce.

Si dice che il miglior modo per dare uno stop al logorroico sia opporre un silenzio. Quel silenzio un tantino raggelante che lo imbarazza e lo induce a desistere dal monologo. Un silenzio totale, che escluda anche cenni di assenso con il capo o sorrisi che invitano a proseguire. Sostanzialmente dobbiamo momentaneamente trasformarci in statue! Una mossa choc, in effetti.

Credo funzioni ma alla prima occasione verificherò…nel frattempo mi dite se voi avete già avuto esperienze vittoriose con logorroici?