«Lei non sa chi sono io!» è uno dei tormentoni cinematografici più esilaranti e riusciti, no? Da Totò a Nino Manfredi a Pippo Franco, qualche gag sull’esasperata prepotenza è sempre stata una ventata di comicità. Nella vita reale però l’arrogante, maleducato e presuntuoso che fa uso di questa frase come una minaccia non si può e non si deve sopportare.

E’ un pallone gonfiato, una persona che crede di intimidire con la sua posizione e il suo potere, un essere umano pessimo.

Viene solo voglia di bucarlo.

Di rispondere a tono: «Non so chi è lei e ne vado fiero/a» oppure, meglio, il beato affondo «Lo so e me ne infischio!»

Si tratta di una frase proprio fastidiosa, supponente, riprovevole. E si tratta anche di un costume che fatichiamo a mandare in soffitta. Magari in modi non così schietti e diretti, con formule meno esplicite e più viscide, il tizio che alza il sopracciglio altezzoso e superbo serrando la mascella volitiva per far intendere che lui “può fare il bello e il cattivo tempo” ogni tanto fa capolino eccome.

La mancanza di morale è sempre quella: forte con i deboli, debole con i forti.

Sono quelli che più dell’umano e naturale rispetto, si aspettano una fantozziana reverenza. Terribili, no?

Ebbene, se andiamo ad approfondire…i GRANDI sono sempre umili e non hanno affatto bisogno, per emergere, di fare ombra agli altri, di sentirsi ossequiati oltre ogni decenza, di passare avanti ingiustamente. Danno anzi prova di virtù, di correttezza, di semplicità.

«Lei non sa chi sono io!» fa parte del repertorio ignobile di chi non ha grossi meriti per essere notato e ricorre a un esercizio smodato e arbitrario della sua presunta autorità.

E allora ecco il punto. Mi piace spendere due parole sulla magica differenza tra gli AUTORITARI e gli AUTOREVOLI. Facile imporsi quando si ha il coltello dalla parte del manico ma non c’è granché di egregio. La vera sublime levatura la fa l’AUTOREVOLEZZA. È autorevole chi si è guadagnato il prestigio, chi è degno di stima per competenze e comportamento.

«Lei non sa chi sono io!» non è mai delle persone autorevoli, quelle che avrebbero vergogna di parole e azioni simili!

Tutti noi, anche nella piccola quotidianità, possiamo scegliere. Scegliere se inseguire l’autorità o l’autorevolezza. Credo sia proprio una scelta fondamentale, la scelta che ci distingue.