Gli intransigenti, si sa, sono inflessibili e irremovibili. Fanno fatica a concepire deviazioni da idee, principi, programmi, si attengono rigidamente a programmi, regole, abitudini.

Gli indulgenti sono invece morbidi e comprensivi, giudicano senza severità, sono accondiscendenti.

Possiamo dire che sono meglio gli uni o gli altri? Difficile. Bisogna innanzi tutto capire se intransigenti o indulgenti lo siamo verso gli altri o anche con noi stessi. Dobbiamo poi capire se lo siamo sempre o abbiamo una nostra scaletta di valori di riferimento e priorità per i quali giustificare l’intransigenza o l’indulgenza.

A parte ciò mi rendo sempre più conto che IN MEDIO STAT VIRTUS. La vecchia locuzione latina che significa che “la virtù sta nel mezzo” è il più semplice ma grande invito alla ricerca di equilibrio!

Ponderare, non pendere verso gli estremi, non praticare l’esasperazione, è davvero la guida dei saggi. Umanamente un percorso non facile. La MODERAZIONE è una bussola di serenità, sicuramente, ma ci sfugge spesso.

Ci sfugge perché siamo ancorati alle nostre credenze, ai nostri bisogni, alle nostre convinzioni. O ci sfugge, viceversa, perché lasciar scivolare le cose è una comoda via di fuga.

Possono starci più simpatici gli indulgenti ma in fondo ci rendiamo conto che un’indulgenza ad oltranza è insostenibile, non sempre buona e giusta, talvolta davvero discutibile. E d’altra parte se possiamo ammirare chi non transige a impegni, promesse, responsabilità, comprendiamo bene l’intransigenza esagerata può diventare un atteggiamento spietato, insensibile, insopportabile.

Come trovare la speciale illuminazione della via di mezzo?

Probabilmente solo individuando quel nucleo di valori che vale la pena difendere in maniera intransigente lasciando la mente aperta all’indulgenza per ciò che possiamo serenamente considerare con minore severità.

Credo sia una piccola sfida alla quale dedicarsi, no?