Quante volte tenete dentro sentimenti, paure, dubbi, angosce, dolori?

Quante volte tacete per quieto vivere, per insicurezza, per educazione?

Quante volte state zitti per non ferire, per non rompere qualche equilibrio, per timidezza o per pudore?

 

Quante volte le parole che non diciamo diventano un macigno sullo stomaco? Quante volte le parole che non diciamo fanno male al cuore? Quante volte le parole che non diciamo diventano silenzi che gli altri non sanno interpretare, vuoti che diventano equivoci, malintesi che si fanno crisi? Quante volte le parole che non diciamo ci assillano come tormenti?

 

Spesso non è facile dare voce a tutti i pensieri. Per delicatezza, per amore, per cautela, non li portiamo alla bocca. Altrettanto spesso però quei pensieri diventano un peso, una barriera, un malessere.

Io amo parlare, sono piuttosto impulsiva e preferisco chiarire, chiedere, spiegare. Però succede anche a me. Succede di rinviare, succede di ricacciare indietro le parole che vorrebbero uscire. Mi mordo la lingua per pazienza, per affetto, per responsabilità. Ma succede anche a me che le parole non dette bussino continuamente per trovare fiato.

 

Credo sia necessario cercare l’equilibrio delle BUONE MANIERE. Esiste un modo in cui è sempre possibile parlare e bisogna trovarlo. È importante per non accumulare rimorsi e rancori, per non esplodere, per avere relazioni limpide. Secondo me questo significa credere nei rapporti, nella profondità, nella lealtà. Non escludo che qualche volta la saggezza, compassione o la prudenza possano comunque suggerirci di soprassedere ma nella maggior parte delle occasioni è bene imparare a manifestare le emozioni, le esigenze, gli stati d’animo, i desideri.

E voi, riuscite a dire sempre quello che pensate?