Noto un livello di intolleranza e di suscettibilità che supera davvero i livelli di guardia. Capisco che il periodo è difficile, complicato, triste.

Capisco che per mille motivi si possa essere tesi come corde di violino.

Capisco che si possa vedere nero.

Ma un po’ di ironia è un SALVAVITA!

I contatti sono limitati, non dobbiamo ulteriormente sfibrarli…

Prendiamo tutto sul personale, ci sentiamo sempre nel mirino, ce la prendiamo per qualsiasi piccola cosa. Basta un banale contrattempo e andiamo in bestia. Ci manca qualcosa e ne facciamo un dramma.

Possibile? Possibile che proprio il dolore e la fatica non ci facciano riflettere?

Questo sarebbe il momento per ridare giusta priorità a ciò che davvero conta.

E invece no. Mi capita di intercettare poca empatia per chi soffre, per chi ha problemi enormi, per chi sta affrontando battaglie dure. Mi accorgo che talvolta sfoderano più leggerezza e umanità le persone che attraversano periodi drammatici che quelle che, tutto sommato, hanno poco di cui lamentarsi.

Basta, dai.

Chi non ha motivi reali veramente pesanti, ha il dovere di scendere dal piedistallo, di non sentirsi perennemente l’ombelico del mondo, di tirar fuori un po’ di ottimismo e di gentilezza.

Mettere i puntini sulle “i” spesso è diventato un esercizio pedante, inutile, indisponente.

Basta, dai.

Accanirsi gli uni contro gli altri non può portare nulla di buono.

Io ai cronici del malanimo, della rigidità, della chiusura, della seriosità, griderei: FATEVI UNA RISATA!!! Fa bene a voi e fa bene al mondo intero.

Abbiamo bisogno almeno della serenità possibilità, godiamoci le emozioni belle, facciamo buoni pensieri e se qualcosa ci strappa una risata apprezziamolo, suvvia.

Che poi io mi chiedo: tutti questi che puntano il dito, che fanno le pulci agli altri, che non sopportano neanche una virgola fuori posto, sono così perfetti?

Basta, dai.

Non c’è da stare allegrissimi ma neanche dobbiamo guardarci in cagnesco, diventare insensibili e menefreghisti, impuntarci sulle sciocchezze. Ritroviamoci! Ritroviamo noi stessi e gli altri.