I pessimisti vedono notoriamente nero, sempre e per ogni cosa. Se qualcosa può andare storto, per loro è già sicuro. Se una situazione è suscettibile di peggioramento, per loro peggiorerà indiscutibilmente.

ATTENZIONE! Parlo di pessimisti, non di realisti. Insomma un po’ di prudenza, l’istinto a considerare eventualità cattive o risvolti spiacevoli, l’attenzione a stare in guardia e a mettere in guardia, può anche essere un atteggiamento ragionevolmente strategico che tiene desti e pronti, evita qualche sonora fregatura e magari ci porta a considerare tante possibili variabili invece di procedere in tutto alla cieca.

L’atteggiamento pessimista cui mi riferisco è invece quello spinto fino all’estrema negatività. È quello di chi nota o mette in rilievo soltanto gli eventi brutti e le ipotesi sfavorevoli ignorando completamente ciò che è bello, buono o almeno non catastrofico.

Non si rallegrano di niente, rimuginano su tutto, vivono in perenne allerta, intravedono il peggio dietro ogni angolo. Spesso sono passivi, rassegnati, paurosi, ombrosi.

Credo che dietro e dentro ci siano inquietudini, disagi, delusioni. Probabilmente ferite con le quali non riescono a fare pace. Magari hanno un tono dell’umore provato da grandi ansie e preoccupazioni. Può darsi che il pessimismo sia una corazza, un modo per non illudersi mai.

Penso però che alla fine si riveli una sofferenza. Far fatica a sperare, a gioire, a nutrire fiducia, sfianca, indebolisce, deprime il morale e distrugge a priori tante opportunità felici.

Naturalmente è un problema anche convivere e relazionarsi, con i pessimisti. Quelli che rischiano di trascinarci nel loro vortice di pensieri disfattisti. Quelli che ci incupiscono. Quelli che smorzano i nostri slanci di entusiasmo. Quelli che possono indurci nel loro stesso baratro.

Come reagire? Come difendersi?

Non è facile ma se ci scoraggiamo, prendono in velocità il sopravvento quindi aiuta…

1)ricordare loro le volte andate bene, i pronostici che avevano sbagliato;

2)ascoltare le loro previsioni senza smontarle con fastidio ma opponendo gentilmente e dolcemente la possibilità che la realtà si dimostri più generosa e rosea;

3)manifestare loro la nostra contentezza di fronte a un evento, a un risultato raggiunto, a un sogno avverato. Senza calcare la mano, semplicemente esprimendo gratitudine e appagamento;

4)non lasciarsi intristire quindi mantenere un certo distacco emotivo da tutta la sequela di commenti afflitti, di dubbi spaventosi, di costruzioni diffidenti. Occorre tenersi ben concentrati sulla propria energia aperta, costruttiva, possibilista;

5)visto che servirebbe a poco cercare di convincerli a sdrammatizzare, è meglio concedere loro la chance che abbiano ragione spiegando che però preferiamo mantenere uno spirito incline all’ottimismo…

L’ottimismo aiuta perché mette in campo tutte le nostre forze! Ecco, anche di fronte ai pessimisti dobbiamo lasciare che queste forze trapelino. Forse non riusciamo a persuaderli ma almeno non cadiamo nella loro spirale e, chissà, magari riusciamo pure a seminare in loro la voglia di tirar fuori ogni tanto un briciolo di speranza!