I miei 54 anni mi annoverano in quella generazione che non ha ricevuto in casa grandi manifestazioni di dolcezza. L’affetto i nostri genitori lo dimostravano nei fatti, non erano invece prodighi di parole, baci, abbracci.

C’era, si dice, una sorta di pudore dei sentimenti. Forse anche una mentalità che non favoriva lo scambio di effusioni con i figli.

Io con mia figlia Ludo ho cercato invece sempre il contatto e l’espressione, dell’affetto e della complicità.

Ti voglio bene. Una piccola frase dall’immenso contenuto.

Questo mi ha portato a pensare molto a tutte le nostre relazioni e al modo in cui facciamo sentire la nostra presenza.

Talvolta credo dovremmo dire ‘ti voglio bene’ molte volte di più, a un amico, a un’amica, a un familiare. Facciamo ancora i conti con una sorta di timidezza o con l’idea che ciò che proviamo passi solo dal nostro comportamento.

Oh è ben vero che più di tutto conta cosa facciamo, per le persone che amiamo e stimiamo. Però un abbraccio alle volte è un calore che dovremmo davvero imparare a trasmettere.

Penso che ciò che abbiamo nel cuore debba arrivare alle labbra.

Penso che potremmo pentirci, molte volte, di non aver detto ‘ti voglio bene’ quando dentro di noi quel moto pulsava. Perché tacere?

D’altra parte penso all’emozione che provo quando me lo sento dire.

Penso alla carica che ne ricevo. Penso a quella favolosa sensazione che può regalare una vicinanza.

‘Ti voglio bene’. Ho l’impressione che prendere confidenza con questa frase porti con sé molte cose. Ci rende più umani, ci affranca da quel timore di mostrare i sentimenti che francamente è avvilente. Ci fa vivere pienamente i nostri stati d’animo e i nostri rapporti importanti. Ci insegna il senso del tempo e dei momenti che contano davvero. Momenti da scandire con un largo sorriso e una stretta vigorosa: ti voglio bene!

Qualche volta può strappare alla solitudine.

Naturalmente è una ‘responsabilità’, nulla da pronunciare con leggerezza. Suggella un legame. È una vibrazione potente.

Se qualcuno ha paura che sia una specie di debolezza o una smanceria…immagino faccia bene a riflettere meglio!