C’è chi si sente attratto dai “vincenti” e chi dai “perdenti”.

Le virgolette sono d’obbligo perché sono <categorie> relative, scivolose e pure un po’ odiose.

Ma chi sono i “vincenti”? Quelli popolari, quelli brillanti, quelli che sembrano avere tutto, quelli che fanno una vita apparentemente perfetta? E chi sono i “perdenti”? Quelli che arrancano in tutto, quelli sempre zeppi di problemi, quelli che soffrono chissà quali pene?

Qualcuno è sedotto dal modello forte e “felice”, qualcuno è innamorato dei “deboli”.

Forse la natura e la buona volontà ci fanno più o meno predisposti al “successo”, nel senso di realizzazione personale o di buona affermazione sociale. Forse il destino favorisce qualcuno e si accanisce con altri. Forse c’è chi lotta e chi si rassegna. Forse c’è chi è più ottimista e porta i fardelli con un sorriso e chi è sempre arrabbiato con sé e con il mondo intero. Forse c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto.

Può darsi che i vincenti siano semplicemente quelli che vivono, quelli che amano la vita, quelli che rispettano ogni piccola meravigliosa cosa. Può darsi che i vincenti siano quelli che conoscono il dolore e non vogliono morirci dentro. Può darsi che i vincenti siano quelli che cercano di dare gioia agli altri.

Ecco, magari mi piacerebbe che i vincenti fossero davvero gli spiriti buoni, le anime entusiaste. Magari mi piacerebbe la smettessimo di usare queste categorie un po’ a sproposito. Siamo umani. Mettiamocela tutta per un briciolo di serenità, per qualche momento bello, per essere e dare il meglio che possiamo. E basta. Basta inseguire continuamente traguardi da appuntare sul petto come medaglie. Basta sentirsi sminuiti o smarriti, nei confronti.

E basta anche fermarsi alla superficie. Ci sono i vincenti persone egregie da portare in palmo di mano e i vincenti sulla pelle di tutti che non dovremmo certo invidiare o emulare. Ci sono i perdenti che avrebbero tanto da insegnarci nella loro dignità o nella purezza e che invece sono spesso tenuti ai margini.

Mi sono infilata in un discorso che sarebbe lunghissimo. Mi fermo allo spunto. Allo spunto che può muoverci tutti a riflettere un pochino.