Credo che in natura dovrebbe esistere una sola legge: quella del RISPETTO.

In effetti sarebbe una bussola infallibile.

Purtroppo invece nella realtà spesso se ne impone un’altra: quella della prevaricazione.

O forse, chissà, è disorientamento e istinto di difesa. Alludo a quella degli uomini con una mentalità maschilista. Forse retaggio del passato o di una “parità” mai serenamente approdata alla sua espressione di solidarietà, unione, condivisione.

 

Nel mondo del lavoro vedo ancora troppe donne discriminate. Spesso sono molto brave ma non riescono a farsi strada, costrette a trattamenti e considerazione minori di quelli riservati ai colleghi uomini. E se comunque riescono a guadagnare posti di rilievo, invece di vedersi riconosciuto il merito, sono osteggiate dagli uomini che dirigono.

Questo è un fallimento umano. Grande e pericoloso. La contrapposizione del pregiudizio non è mai di buon auspicio. Mai. Penalizza il merito. Incrina i rapporti, sfibra le complicità che potrebbero produrre i migliori risultati, genera tensioni logoranti.

Non sono e non voglio fare la femminista. Sono una Donna, una lavoratrice, una moglie, una madre. Con i diritti e i doveri di tutti. Con il desiderio che sia sempre il valore a primeggiare, mai il sesso e il privilegio che ne deriva.

Se una Donna è piacente e si cura, talvolta pare ancora destinata a essere svalutata o guardata con diffidenza o giudicata fuori luogo nei ruoli di vertice. Invece di osservare competenze e serietà lasciamo prevalga il preconcetto.

Questo è triste. Triste e sciocco, davvero. Sembra quasi difficile ammettere che una Donna possa essere tante cose insieme, sappia fare tante cose insieme, abbia mille qualità insieme. Certe volte ho l’impressione che a una Donna sia addirittura negata la possibilità di essere tanto bella quanto capace.

Cosa c’è dietro tutto questo?

Magari paura e insicurezza. O forse arroganza. O semplicemente superficialità. Oppure tutto questo in una miscela micidiale.

Noi donne abbiamo la nostra dose di responsabilità, probabilmente. Dovremmo essere più compatte e solidali, innanzi tutto. Dovremmo smetterla di esserci nemiche. Dovremmo educare i nostri figli alla legge naturale del Rispetto perché la società del futuro possa essere diversa.

Ma gli uomini non possono per ciò passarla sempre liscia. Non dobbiamo accettare a capo chino. Dobbiamo cercare di prenderci quello che ci spetta. E, soprattutto, dobbiamo farlo senza snaturarci. Non possiamo assumere panni maschili solo per intrufolarci in sordina. Non possiamo ingoiare il rospo e tacere. Non possiamo mortificare la nostra femminilità per attirare meno resistenze. Non possiamo adeguarci cedendo ai compromessi.

Abbiamo il compito, arduo e difficile, di essere Donne.

Da una vita la società ci impone di dimostrare doppiamente di “essere all’altezza” e noi…noi ce la facciamo. Quindi il primo principio essenziale che deve incoraggiarci è proprio la consapevolezza delle nostre potenzialità.

«Siamo Donne…oltre le gambe c’è di più» cantavano tanti anni fa Jo Squillo e Sabrina Salerno. Siamo ancora lì, allo stesso punto. E noi, Donne, dobbiamo sfoderare brillantemente tutte le nostre armi per accomodarci nei posti che giustamente conquistiamo.

Senza guerre. No, non esorto alla guerra. Al contrario, agli uomini contro le donne, dobbiamo opporre donne che sanno emergere senza schiacciare gli altri.