Talvolta, soprattutto varcata la soglia dei 40, dei 50, dei 60, l’outfit classico è inteso come un abbigliamento estremamente sobrio e formale.

In realtà tutto è interpretabile…e personalizzabile!

Possiamo essere più affascinate e affascinati dal trendy o prediligere i tagli e gli abbinamenti della tradizione, comunque dobbiamo portare in giro il nostro stile, vestirci sulla nostra misura mentale, rappresentare la nostra personalità e non un modello standard. Giusto?

Certamente ci sono occasioni che possono indurci a un look di circostanza: una cerimonia, un galà, un meeting di lavoro possono richiedere un determinato dress code. Fuori da queste -e comunque, con buon gusto, pure in queste- ci sono sempre e comunque il nostro fisico, i nostri gusti, il nostro stile!

Difficile ‘star bene’ infilati in qualcosa che non ci dona e non ci garba.

L’abito migliore che si possa indossare, con glamour cuore e cervello, è la disinvoltura.

Facciamo bene o benissimo a rispettare le circostanze e a farci orientare dall’eleganza evergreen del decoro ma questo non significa mortificare la nostra originalità e, appunto, quel tocco che ci rende inconfondibili!

Come possiamo dunque concepire la moda? Come un’ispirazione! Mai come un diktat cui uniformarsi…

Ciò detto spolvero spesso e volentieri dei grandi classici. Naturalmente a modo mio. Il bianco e nero con il rosso mi piace tantissimo!

Trovo sia una sorta di passepartout no?

Un paio di pantaloni Zara nella storica foggia ‘Capri’ si prestano al casual, al bon ton, al sofisticato. Bene! La mia rivisitazione del classico ever cool con casacca e sandali rossi a tacco alto mi soddisfa molto.

Chic ma non ingessato!

Che ne dite?