Il telefono cellulare quest’anno ha festeggiato i suoi primi 35 anni.

Che invenzione, eh?

Oggi è l’oggetto più toccato dei nostri giorni!

Ce l’abbiamo sempre: in borsa, in mano, in macchina, sulla scrivania. Ci segue o ci accompagna. Come un’inseparabile ombra! Le strade sono invase di suonerie, le tasche sono movimentate da vibrazioni. Ci tiene perennemente inchiodati alla rintracciabilità e ci permette di arrivare praticamente ovunque.

Ci sono i social, c’è whatsapp, ci sono gli sms, ci sono le mail, ci sono i selfie. Sembra proprio impossibile farne a meno!

Pure noi over 50 siamo diventati smanettoni e talvolta iper-connessi.

Quasi più nessuno si cura di silenziarlo, di non tenerlo sul tavolo durante il pranzo o la cena, di spegnerlo durante le vacanze.

Già. Se l’iphone è in riparazione? Panico. Ci sentiamo nudi.

Se esce il nuovo modello? Coda per l’acquisto!

Io confesso una discreta dose di dipendenza. Davvero mi chiedo: come potrei vivere senza?

Forse il prodigio del progresso ci ha un po’ intontito. Lo schermo del cellulare è come una calamita. Invece di guardare in faccia chi abbiamo di fronte chattiamo con qualcuno o diamo una sbirciatina alle notifiche di facebook. Mi domandano qualcosa e a me scappa di rispondere con le parole che sto scrivendo in un messaggio…Accidenti!

Detto questo e consapevole del fatto che dovrei darmi una regolata perché la relazione con la mia ombra non sia ossessiva compulsiva, voglio sdrammatizzare un po’….

In fondo non possiamo che essere attratti dalle sue portentose possibilità, no?

Insomma non voglio disintossicarmi, lo dichiaro ufficialmente. Cerco un punto di equilibrio sostenibile!

Invoco che i geni tecnologici si mettano all’opera per il cellulare del futuro, dotato di insulti sonori o denti per morsicarci quando lo tocchiamo troppo. Rido sulle nostre facce ipnotizzate dalle immagini che scorriamo su instagram. Osservo le tragicomiche avventure di chi fruga ovunque come un forsennato per cercare il suo magico telephone quando l’ha perso di vista. Penso che magari ne uscirà un modello con impressa la scritta “usare con moderazione”. O che qualcuno istituirà un Ente protezione dei cellulari a difesa di quelli di cui si fa appunto abuso e non uso…

Dovrei davvero correre ai ripari?

Dovrei piangere invece di fare un po’ di autoironia? So che ci sono seri studi sulla ‘solitudine’ indotta proprio dalla realtà virtuale che ci sottrae all’umanità intensamente vissuta…ma ho ancora in serbo troppe energie positive per non coltivare comunque il mio patto d’amore con l’iphone. Ad esempio? Ad esempio il glamour cuore e cervello Mollia Style! Come farei senza questo potentissimo mezzo di comunicazione?