I nostri comportamenti sono condizionati dalle simpatie e dalle antipatie?

Se dobbiamo valutare l’operato o la professionalità di qualcuno, ad esempio, riusciamo a essere corretti e obiettivi o ci facciamo influenzare dalle simpatie e dalle antipatie?

Può capitare che qualcuno che non è nelle nostre grazie meriti un nostro riconoscimento per le sue qualità. Può capitare che qualcuno che non ci piace abbia diritto a ricevere qualcosa da noi. Può capitare che qualcuno che non è nelle nostre corde aspetti giustamente un nostro gesto, una nostra risposta, un nostro aiuto.

È facile essere equi e imparziali? Quanto riusciamo ad esserlo racconta molto di noi. Perché se le simpatie e le antipatie sono umane, il senso di giustizia dovrebbe essere un’ispirazione superiore.

Non possiamo, per le nostre questioni di pelle, negare ciò che a qualcuno spetta o ciò che qualcuno è. Le nostre soggettive impressioni non devono mai arrivare ad offuscare il nostro senso di orientamento.

Io trovo sia bellissimo riuscirci. Riuscire ad ammettere ciò che c’è di buono in qualcuno che non amiamo, ciò che dobbiamo apprezzare in chi non ci è del tutto gradito. Credo sia RISPETTO. Rispetto degli altri e dei nostri stessi valori. Presumo si possa intendere come onestà intellettuale ma anche come sacrosanto rigore.

Se le nostre sensazioni, le nostre percezioni, i nostri gusti, diventassero la bussola assoluta dei nostri comportamenti, sarebbe pericoloso no?

È naturale che l’istinto ci induca a “preferire” certe persone ad altre.

Ma questo non può giustificare scorrettezze e sgarbi.

Alle volte facciamo fatica, è vero.

Anzi, ci sembra quasi di remare contro i nostri stessi sentimenti…

Eppure penso che in fondo mantenere misura ed equilibrio sia ciò cui dobbiamo tendere. Il senso di giustizia alla fine ci ripaga.

E dobbiamo impegnarci soprattutto perché l’influenza delle simpatie e delle antipatie può essere fortissima quindi può farci agire inconsciamente pro o contro. Ecco, dobbiamo prestare attenzione al principio essenziale della scrupolosità.

Del resto ho imparato che in tutte le persone convivono il bene e il male e il primo non deve essere negato o escluso dal secondo!

Nutro anche una speranza: quella che l’antipatico cui abbiamo dimostrato la nostra correttezza diventi un po’ più simpatico… Che ne dite, sono troppo ottimista?!?