Ne ho accennato altre volte. Alla shopping mania, allo shopping conforto.

Quante volte acquistiamo per necessità e quante per irresistibile attrazione?

Tutto sommato è un piacere diffuso. Un piacere dato per tipicamente femminile ma che ha contagiato anche parecchi Uomini.

Una sorta di rifugio. Ci consoliamo quando siamo giù, ci premiamo quando qualcosa è andato bene. Il guardaroba rappresenta un po’ ‘il vuoto da colmare’. Vestiti, scarpe, borse e ninnoli vari sono lo sfizio che ci togliamo, lo scaccia-pensieri, la coccola.

Ovviamente possiamo sconfinare nella patologia e dovremmo invece scongiurarlo. Comunque, anche entro la soglia tollerabile, la corsa allo shopping è spesso il derivato della schiavitù delle apparenze o della incontenibile lusinga della moda.

Difficile chiamarci del tutto fuori, la ‘vanità’ è un gioco al quale è quasi impossibile sottrarsi no?

C’è sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che ci manca, qualcosa che sembra starci addosso a meraviglia. C’è sembra la voglia di cambiare. C’è sempre il gusto di vedersi gradevoli allo specchio.

Io, lo sapete, non posso dare lezioni di compere moderate. Anzi.

Qualche volta combino anche veri e propri guai, per inseguire il capo che mi conquista! Vi ricordate quando vi ho parlato dello chemisier? Per ben due volte avevo rinviato l’acquisto, alla terza occasione spaventata dall’idea di perderlo l’ho ordinato online sbagliando taglia!

Perché? Perché sono stata così incauta? Perché l’abito che mi colpisce esercita un fascino così forte?

Perché ho un bel residuo di fragilità e insicurezze che nascondo in un outfit grazioso.

Del resto anche perché non voglio <guarire> del tutto dal mio amore per il look. Lo vivo come una sferzata di energia e di allegria!

A New York la settimana di Ferragosto sono riuscita pure a cedere alla tentazione di una classica t-shirt Levis…Sono un caso grave?

Non ditemelo. Per ora lasciatemi ancora divertire. Al massimo posso promettere, per il futuro, un buon proposito di shopping garbatamente consapevole…

E voi? Siete tutte e tutti controllati, sobri, indifferenti al richiamo fashion?