Parafrasando, rispettosamente, l’amletico dubbio…selfie o non selfie?

L’amato o vituperato autoscatto -come lo chiama ancora il nostro Gianni Morandi nazionale sulla sua vivacissima e seguitissima pagina facebook- è un protagonista del nostro tempo.

Cosa muove istinto e mano?

Il click immortala un attimo e lo consegna, via social, al mondo.

Moda, narcisismo, allegria? Forse un po’ di tutto questo e molto altro. Spesso il selfie scandisce uno stato d’animo, comunica una situazione, esprime una sensazione.

Gioia, stupore, malinconia. Fissiamo un’emozione mettendoci la faccia.

C’è dentro di tutto, è vero. Anche la vanità e l’euforia. Probabilmente anche la voglia, appunto, di Essere. In un mondo spesso distratto può essere uno schizzo di umanità.

Selfie-mania? Può diventare anche una mania. Il ritratto di noi stessi spalmato ovunque e comunque fa un po’ l’effetto tormentone, bisogna pur ammetterlo lo so. Ma io…io mi diverto molto con i selfie. Tutto sommato possiamo quasi trovarci sotto una buffa ma efficace azione terapeutica! Finiamo con prendere parecchia confidenza con le nostre espressioni, i nostri sguardi e i nostri sorrisi. Riusciamo a condividere le nostre smorfie, le nostre rughe, i nostri momenti no.

Chissà che la selfie passione non sia anche un modo per smuovere le attenzioni, strappare una risata, mettere sotto i riflettori la quotidianità.

Sto tentando una strenua difesa?

Forse sì!

Eppure capisco chi si sottrae, chi non si ritiene fotogenico, chi non tollera ‘darsi in pasto’ alla curiosità altrui, chi non riesce a giocare con la propria immagine. Perché in fondo si tratta anche di questo: di un gioco. Un gioco che può risultare gradevole o fastidioso, ecco tutto.

Comprendo i grandi discorsi che si fanno sull’abuso: l’ossessione del selfie nella società delle apparenze è un tema delicatissimo. Lo diventa se viviamo appesi ai likes che il selfie colleziona, alle approvazioni e acclamazioni. Insomma sta sempre a noi Essere, selfie o non selfie. Sta a noi un ben-essere che prescinde da qualsiasi bisogno di passarella.

Nel glamour cuore e cervello dovrò trovare una sintesi armoniosa…intanto prendetemi così!