Rido. Rido perché la bufera sui social per espressioni tipo “scendi il cane” contro presunte o reali affermazioni dell’Accademia della Crusca ha un risvolto meravigliosamente divertente!

Gli sms, i social, whatsapp hanno largamente contribuito a ‘stravolgere’ le nostre espressioni. Chi non ha mai abbreviato non con nn (come se non fosse una parola così lunga da necessitare di essere accorciata!)? Chi non è mai stato tentato di scrivere ke invece di che?

E questo ben oltre quelli che sono i modi di dire tipicamente regionali o la nostra conoscenza della lingua italiana. Insomma la lingua si è dimostrata negli ultimi anni sempre più dinamica e mutevole. I neologismi si sprecano e si fanno largo combinazioni gergali più o meno improprie. Normale? Probabilmente inevitabile.

Resta il fatto che poi se serpeggia anche solo il sospetto che certi ‘errori’ possono essere sdoganati si sollevano furibonde critiche, aspre amarezze, cocenti delusioni.

L’italiano corretto è insomma patrimonio caro anche se quotidianamente tradito. Guai a chi tocca il vocabolario e le buone regole della grammatica ma poi ognuno strapazza il primo e le seconde come gli pare…curioso no?

Petaloso dal correttore di word è ancora segnalato in rosso. Si potrà scrivere comunque?

Io però chiederei all’emerita Accademia di prendere in seria considerazione l’idea di consacrare nella ricchezza di termini della nostra lingua anche “teribbile” con una r e due b perché arriva meglio e soddisfa di più.

Rido. Rido perché vorrei capire se posso pisciare il cane che mi hai sceso!!!

In definitiva sono comunque lieta che una certa sana indignazione alzi gli scudi a difesa della nostra amata quanto bistrattata lingua.