Vi viene in mente “che barba, che noia” di Sandra Mondaini con Raimondo Vianello?

In effetti talvolta capita di avere voglia di qualcosa che esca dal consueto e spezzi la monotonia della quotidianità. Ma rompere la routine non è importante soltanto per fare breccia in una giornata uggiosa, è fondamentale anche per uscire dalle righe di quella che chiamiamo comfort zone.

Nel bene e nel male ci abituiamo a ciò che ripetiamo ogni giorno, a ciò che abbiamo e conosciamo, a una mappa di pensieri. Come se le consuetudini fossero sicurezze, come se le consuetudini fossero inevitabili.

In realtà tutto cambia e anche noi possiamo e dobbiamo cambiare. E ci riusciamo spesso proprio imboccando una via mai percorsa, modificando un piano, provando qualcosa di nuovo. A me negli ultimi anni è capitato di esplorare percorsi mai osati prima. Ogni volta, pur con qualche normale titubanza, è stata un’avventura di crescita.

Ho imparato, ho vissuto emozioni, ho incontrato ciò che non avevo mai visto.

Rompere la routine è di per sé del resto un salto nel vuoto sfidante. Bisogna vincere un po’ di paura, un po’ di pigrizia o un po’ di timidezza. Ma alla fine è sempre un pezzetto di vita che aggiungiamo e gustiamo!

Non si tratta di lasciare il peggio per il meglio, non è detto. Non si tratta neanche di un modo per cercare ad ogni costo un’evasione. No, è un’apertura al mondo e all’esistenza, un’apertura a noi stessi e a ciò che possiamo cogliere fuori dai nostri binari. Là, oltre il noto, ci sono occasioni ma anche parti di noi da abbracciare.

Uno spazio di possibilità!

L’ignoto non è un buco nero, forse è soltanto il viaggio che non finisce mai, quello che ci porta ovunque, la dimensione infinità della realtà…

E voi? State bene nella routine o amate le deviazioni, le sorprese, i colpi di testa coraggiosi e fantasiosi?