La prima impressione che diamo o abbiamo spesso è determinante.

Sembra davvero che il primo impatto resti impresso. Così impresso da condizionare (poco o tanto) gli sviluppi successivi di una relazione.

Vale per quando ci presentiamo per lavoro ma anche nella vita di tutti i giorni.

“Ci facciamo un’idea” sulla base proprio di quei primi minuti di approccio. Cosa guardiamo? Quali informazioni ne ricaviamo?

Dice Geppi Cucciari che “essere ben vestite, pettinate da un parrucchiere che non sembra avervi in odio, essere pulite e ben profumate, tenere una postura corretta, non gesticolare troppo, guardare negli occhi l’interlocutore e sorridere sempre sono tutte sfumature fondanti”.

Mio nonno, l’ho raccontato, mi raccomandava sempre di essere in ordine, indossare un vestito pulito, calzare scarpe lucidate. Insomma il buon senso non ha tempo, la cura di sé è anche chance, rispetto degli altri, regola di gusto e intelligenza.

Detto ciò sappiamo tutti che l’abito non fa il monaco, che non dobbiamo farci ingannare dalle apparenze e che non è l’eleganza a fare un aspetto positivo.

Ben vestite non significa vestite in modo lussuoso ma dignitoso e, possibilmente, con personalità.

La postura e l’atteggiamento rivelano moltissimo. Quanto l’educazione, la gentilezza, la disponibilità. Sicuramente siamo portati a notare favorevolmente un comportamento aperto e simpatico, uno sguardo diretto e brillante, un tono di voce chiaro e sicuro ma non chiassoso.

Del resto, se ci teniamo a far bella figura prestiamo grande attenzione, a come ci poniamo.

L’argomento è interessante…perché può sfuggirci. Insomma dobbiamo ricordarci che la prima volta è importante per tutto e tutti, potremmo non avere una seconda opportunità.

La sintesi perfetta per orientarsi è il glamour cuore e cervello!

A voi, cosa infastidisce a un primo incontro? Chi vi rifila la mano molle, chi non vi guarda mai negli occhi, chi urla o parla troppo, chi si mostra trasandato, chi è troppo formale e distaccato?