Sento che gli Uomini devono abituarsi al NO delle Donne, senza mai fraintenderlo con un NI, un forse, un magari o peggio un sì. Senza sentirsi in diritto di forzare un po’ la mano e il consenso. Senza estorcere un’approvazione o un permesso.

Sento che occorre una nuova educazione per far passare questo concetto.

Avvilente, spaventoso, inquietante.

Del resto siamo figli della nostra cultura, delle nostre scelte, delle nostre debolezze, dei nostri errori. E forse di quella culla che ancora colloca le Donne non solo e non tanto in una posizione subalterna ma anche in una sorta di limbo in cui sostano in attesa di essere sedotte. Quasi che l’insistenza di un corteggiamento sgradito fosse normale perché alle Donne è stato insegnato a rinviare il SI, a farsi desiderare, a tenere sulla corda, a mostrarsi resistente e sfuggente.

In effetti un vecchio equivoco rischia di essere un alibi.

C’è chi può fingere di credere che il NO celi una voglia tenuta a bada.

Ma il tempo, Signori e Signore, non può portare a un progresso scellerato, privo di anima e testa. Abbiamo mancato in molto, evidentemente. Se è il caso di spiegare, di trasmettere, di precisare il significato di un NO, non c’è rispetto, non c’è considerazione, non c’è umanità.

Perché agli Uomini viene facile dire che le Donne provocano e attraggono. Come se gli istinti di natura giustificassero tutto. Perché agli Uomini viene facile dire che le Donne vogliono essere conquistate con ogni mezzo. Come se si trattasse di prendere un oggetto, di raggiungere un traguardo, di vincere un premio.

Le Donne oggi hanno la libertà di dire SI. E di dirlo senza essere giudicate. Quando non lo dicono, non c’è altro pensiero da aggiungere, non ci sono illazioni da fare, non ci sono scuse da tirare in ballo.

Ecco, su questo forse noi Donne over 40, 50, 60 possiamo fare qualcosa. Tenere alta la libertà delle nostre figlie, nipoti, giovani amiche: tenerla alta perché possano dire SI quando sentono di volerlo dire.

Non è sufficiente, certamente. Occorre che tutti facciano la loro parte, Uomini inclusi. Uomini che in fondo hanno una identità da difendere: quella di persone. Persone capaci di relazionarsi con altre persone. Persone che possono e devono tenersi lontane da qualsiasi prevaricazione.

Possiamo cambiare idea, possiamo vivere insicurezze, possiamo scegliere di interrompere un approccio. E nessuno deve violare le nostre decisioni, i nostri stati d’animo, le nostre fragilità. Così come possiamo giocare e poi annoiarci del gioco.  Fa parte della vita e di quel fantastico mondo che è l’interazione!

E allora basta. Basta davvero, con i NO che si sgretolano contro un muro di gomma. Con i NO infranti, piegati, violentati.

Lo dobbiamo alla vita. Lo dobbiamo a noi stessi, Donne e Uomini.