Uscire dal seminato vuol dire farneticare, smarrire il filo di un argomento, andare fuori strada… Ma è sempre sbagliato uscire dal seminato?

No. Qualche volta il seminato è un limite. Un po’ come la comoda zona di comfort dalla quale non vogliamo staccarci.

Sono paura, insicurezza e pigrizia a tenerci nel nostro orticello, dove la terra produce da sempre i medesimi frutti, con gli stessi metodi e negli stessi tempi. Così non ci avventuriamo, non prendiamo strade non battute e perdiamo occasioni, incontri, conoscenze, sorprese!

Secondo me costretti nel seminato mettiamo a serio rischio anche il nostro smalto!

Facciamo fare ai nostri neuroni il solito tragitto, non ci abbandoniamo alla creatività, non osiamo l’avventura…e quindi ci impoveriamo parecchio, in risorse, energie e capacità.

Lasciare il bozzolo e lanciarsi nel mondo è vivere. Anche fuori dal seminato.

Perché il seminato è un perimetro oltre il quale non c’è il vuoto ma una quantità di terreni fertili. Non ci sarebbero invenzioni e innovazioni, se qualcuno non osasse spingersi ad esplorare al di là dei tragitti arcinoti, no?

Mi è capitato di rifletterci molto durante i viaggi in giro per il mondo, senza guida turistica, con la curiosità di imboccare una via laterale, con il desiderio di farmi ispirare dall’istinto. È tutto bello quando usciamo dal seminato? No, ma lo è l’esperienza che facciamo. Cresciamo così, godendo la libertà di non stare negli schemi.

I timori dobbiamo tenerli a bada. Talvolta è più pericoloso restare nel seminato che uscirne! E poi credo che siano proprio là fuori le nostre magnifiche differenze da far trionfare…

Del resto alle volte è necessario uscire dal seminato per ascoltare altri punti di vista, per accettare idee o soluzioni diverse da quelle cui siamo abituati, per confrontarci con realtà mai viste prime. E allora? Allora non farnetichiamo, diamo alla nostra mente opportunità!

Il paraocchi continuiamo a farlo indossare ai cavalli per i quali hanno la precisa funzione di restringere il campo visivo. Per noi umani è una dotazione dannosa.