Nella beatitudine di questi giorni di famiglia, sole, mare, natura nella meravigliosa Sardegna è molto facile avere pensieri…sorridenti.

La vacanza funziona così un po’ per tutti, no?

Esattamente come una magnifica serata o una giornata speciale. Li chiamiamo attimi di felicità. Stiamo bene, ci sentiamo allegri e rilassati, tutto scorre liscio e brillante.

E poi? E dopo?

Le pause ci scappano dalle mani e torniamo a ingrigirci, a rimpiangere i bei posti e i bei momenti, a lagnarci di quello che facciamo, ad aspettare la pausa successiva? Capita. Eccome se capita.

Ecco, passeggiando riflettevo su questo. L’attimo si può solo cogliere o si può anche fermare?

Forse il significato di ‘cogliere’ è più grande e profondo di quello che solitamente gli attribuiamo. Forse significa godere fino in fondo. Forse significa mandare in memoria. Forse significa farne riserva di energia. Forse significa apprezzare, umilmente, l’occasione. Forse significa capirlo, capirlo davvero.

Quando smettiamo di stupirci, di emozionarci, di respirare con gioia, l’attimo velocemente corre via e ci resta l’amaro in bocca perché ci rendiamo conto che è già passato. Quando invece gli siamo grati, quando ce lo godiamo con tutte le forze, quando lo abbracciamo con passione, ci lascia dentro più di un ricordo… ci lascia dentro la ricchezza di tutte le sensazioni che abbiamo provato.

Insomma dobbiamo provarci. Sempre.

Ad ammirare l’incanto degli attimi felici. A farne tesoro.

Sì, io voglio fare tesoro, della bellezza che vivo, del piacere che sento, dell’allegria che mi arriva addosso. Nulla è scontato, ogni cosa contiene una piccola o grande magia che può accompagnarmi anche nei giorni meno fortunati, no?

Sembro una vecchia saggia!

No, come sapete sono un’apprendista della vita e delle sue lezioni. E mi piace un mondo, a 54 anni, avere ancora così tanto da imparare!

E voi? Come ve la cavate con l’attimo felice?

Lo bevete tutto d’un fiato o lo sorseggiate?

Magari la formuletta per fermarlo è proprio la cura di assaporarlo!