«Pensa a quello che puoi fare con quello che c’è» (Ernest Hemingway)

Credo succeda a tutti, oggi più che mai, non soltanto di provare smarrimento e sconforto ma anche di rimpiangere ciò che è perduto o di rincorrere qualcosa di impossibile. Spesso questo stato d’animo di insoddisfazione, di incertezza o di scontentezza, succhia ogni nostra energia. È frustrante, inutile, dannoso al nostro equilibrio.

Concentrarci su quello che non abbiamo o che non possiamo fare è LOGORANTE. Ci leva davvero forze, speranze, entusiasmo. E tutto ciò senza darci nulla in cambio. Lamentarci e avvilirci è proprio improduttivo.

Finisce  per buttarci sempre più giù e per farci sentire (o infilarci davvero) in un vicolo cieco.

Vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto non è un ottimismo cieco, è uno stato di necessità che aguzza la nostra saggezza!

Non è detto che ogni problema sia risolvibile, non è detto che le situazioni siano sempre rosee, non è detto che ci sia dato di arrivare a ciò che desideriamo, però è vero che spostare la nostra attenzione sul possibile è sempre positivo e costruttivo!

  • Qualche volta innanzi tutto la vita ci chiama proprio ad accontentarci e dobbiamo farlo, senza per questo smarrire il sorriso.
  • Altre volte il cammino accidentato e i periodi bui trovano poi una felice soluzione ma vogliono la nostra pazienza, il nostro impegno, la nostra fiducia.
  • Altre volte ancora distogliere lo sguardo da quello che ci manca o ci affligge e rivolgerlo ad altro è una grande occasione: può svelarci nuovi orizzonti e quindi rasserenarci oppure può offrirci stimoli e risposte che non vedevamo.

Non si tratta di essere romanticamente positivi ad oltranza ma di capire che il nostro atteggiamento mentale è fondamentale per favorire il nostro ben-essere interiore ma anche per ingraziare i lieti eventi.

Lasciarci stritolare da ciò che non c’è è sempre una pessima rinuncia alla vita, uno spreco di risorse e di intelletto. È meglio, davvero, dirottare i nostri pensieri su QUELLO CHE POSSIAMO FARE.

In pratica, peraltro, potete fare una prova. Quella che ho fatto io.

In un giorno di malumore, in cui rimuginate sulle cose interrotte, incompiute, posticipate, sfuggite, datevi a qualche attività assorbente! Anche ai fornelli, ad esempio. Oppure a una lettura avvincente o a qualche hobby trascurato. Vanno bene anche le pulizie di casa, garantisco…Provate. Vi sentirete meglio. Toccherete con mano la sensazione di poter fare e vi solleverà parecchio il morale!