Certe volte siamo intransigenti con noi stesse/i, vero?

Pretendiamo anche l’impossibile. Vogliamo riuscire a fare e conciliare tutto. Non vogliamo mancare, non vogliamo sbagliare. Crediamo di avere il dovere di arrivare ovunque. Pensiamo che ogni cosa dipenda dalla nostra buona volontà.

In realtà ammettere i limiti, perdonare gli errori, essere indulgenti per qualche carenza, è umano. Verso noi stessi come verso gli altri.

Dobbiamo capire “quando non ce la facciamo”. Capire che ci sono situazioni e momenti che non ci è dato affrontare, problemi di cui non conosciamo la soluzione, stati d’animo che ci rendono troppo difficile vivere qualche questione.

Questo non per arrenderci o giustificarci, semplicemente per accogliere profondamente ciò che siamo.

Per tutti noi esiste l’impossibile. Quello oggettivo e quello soggettivo.

Non siamo né incapaci né indolenti, siamo soltanto persone. Persone con un carattere, una storia, un bagaglio di abilità, dolori e freni.

Questa riflessione secondo me è importante.

Vale per ognuno, vale soprattutto per chi si sente mortificato per ciò che lascia incompiuto e per i desideri che non riesce a realizzare.

Del resto non possiamo tirare sempre la corda, accusarci di ogni minuscolo fallimento, chiederci di essere perennemente all’altezza degli eventi. Basta. Nessuno deve dimostrare di essere un eroe o un’eroina, nessuno deve essere costretto a non cedere mai.

Essere umani è anche essere fragili e deboli, ciascuno a modo suo.

Peraltro talvolta sono proprio i cuori grandi a prendere male tutto ciò che gli sfugge. Sono così sensibili da soffrire per qualsiasi sbavatura, da assumersi la colpa di ogni attimo storto. No, non è giusto.

Siamo qui a provare ad essere la miglior versione di noi stessi ma anche ad accettare che può non bastare.

Con dolcezza, con serenità!