Quante volte siamo i primi a non credere in noi stessi? Quante volte ci sentiamo inadeguati? Quante volte diffidiamo delle nostre abilità?

Per saggezza e per amore di noi facciamo bene a non prenderci troppo sul serio, a non coltivare l’arroganza di essere e sapere, a mettere sempre in conto i nostri limiti, facciamo male però a remarci contro.

La fiducia nelle nostre possibilità è essenziale. È la molla che ci fa agire e reagire, è la ragione che ci fa lottare, perseverare, migliorare. Darci una chance significa spianarci la strada, prendere la rincorsa per riuscire in qualcosa.

Non intendo illudersi o pensarsi immuni dagli errori. Al contrario, secondo me vuol dire alimentare la motivazione, l’energia, l’impegno. Riconoscerci delle qualità non fa di noi dei presuntuosi, se mai è un modo per metterle a frutto, per fare leva sui punti di forza, per tenere vivo il nostro slancio.

È una sorta di responsabilità che abbiamo nei nostri confronti e nei confronti della vita. Siamo qui per fare del nostro meglio, siamo qui per crescere e imparare, siamo qui per raggiungere qualche obiettivo.

I nostri sogni, i nostri desideri, i nostri progetti, meritano il nostro rispetto e la nostra partecipazione. Remarci contro vuol dire mandare tutto all’aria, impedirci di compiere ciò che è nelle nostre possibilità, mortificare abilità e competenze.

Talvolta davvero sabotiamo i nostri programmi con l’insicurezza, con la rassegnazione, con la paura.

BASTA.

Ci sono già le normali difficoltà, a metterci il bastone tra le ruote. A noi spetta valorizzare quello che siamo e abbiamo. A noi resta il dovere di concederci l’opportunità che meritiamo o almeno il tentativo.

Nonostante i timori, nonostante le preoccupazioni, possiamo sempre provare ad esprimere la nostra identità e a perseguire ciò che ci piace, ciò che vogliamo, ciò che anima la nostra passione. Per questo dobbiamo concederci anche il permesso di sbagliare. Non siamo e non dobbiamo essere infallibili. Siamo e possiamo essere persone in cammino, audaci e volenterose. Persone che riescono ad immaginarsi soddisfatte e appagate.

Dobbiamo davvero smetterla. Smetterla di remarci contro. Smetterla di metterci in dubbio. È ben diverso da mettersi in discussione per umiltà, mettersi in dubbio vuol dire tarparsi le ali.

Può essere difficile, liberarsi dal senso di sfiducia e smarrimento. Lo so, può essere proprio difficile. Eppure tutto parte da una scelta: quella di dire basta. La scelta di amarsi e di guardarsi con occhi meno severi, meno critici, meno intolleranti.

Io sono certa che ciascuno di noi ha diritto a trovare questa forza. La zavorra pesante che ci paralizza è come una corda da tagliare. Mi piacerebbe si potesse dare uno zac netto!

Non è questione di essere bravi ad ogni costo. No, non è questo. Il punto è permetterci di dimostrare in cosa lo siamo.

Cocciutamente e appassionatamente provateci. Siete voi, siamo noi, a poterci dare il “la” per spiccare il volo. Non restiamo vittime di noi stessi. Facciamo questo scatto di reni, anche ad occhi chiusi e cuore in gola. Ne vale la pena perché i veri sostenitori di noi stessi possiamo essere soltanto noi!