L’apparenza può ingannare. Lo sappiamo bene tutti quando ci fidiamo di quel che vediamo al primo impatto e poi restiamo delusi o fregati, vero?

Ma se è vero, vale anche a ricordarci che non dobbiamo giudicare in fretta, che dobbiamo conoscere per valutare, che spesso ciò che è in superficie non racconta tutto ciò che c’è dietro, dentro, sotto.

Detto ciò, perché spesso ci fermiamo all’apparenza?

Perché andiamo di corsa e sembra quasi ci manchi il tempo di andare a fondo.

Perché siamo trascinati dall’impulso di catalogare subito ciò che ci piace e ciò che non ci piace.

Perché siamo portati a considerare “migliore” ciò che si avvicina più a noi.

Perché a volte invece ci disturba chi, grazie all’apparenza, pare emergere.

Un’infinità di motivi, insomma, ci spinge a un giudizio sommario e affrettato. Nulla di intelligente, bisogna proprio ammetterlo. Purtroppo si arriva a “bollare” qualcuno come sgradito senza neanche considerare che, approfondendo, potrebbe essere invece la scoperta più gradevole del mondo!

Vi vedo così affannati a cercar di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per se stessi fossero così o così.
(Luigi Pirandello)

Dovremmo tutti capire quante sfumature hanno le persone, le cose, le vicende. Dovremmo tutti smetterla di essere assoluti su questo o quello. Dovremmo tutti riuscire a rammentare che quella che definiamo verità sovente è soltanto ciò che noi riteniamo tale.

D’altra parte, anche ammesso che sia azzeccato il profilo che ci facciamo di una persona, chi siamo noi per condannare ciecamente o per sapere quali sono la sua storia e le sue ragioni?

CHI SA DI ESSERE NON HA BISOGNO DI APPARIRE

Non so chi abbia coniato la frase ma si tratta di un grande vecchio concetto intorno al quale la filosofia ha fatto straordinari pensieri. Sicuramente le grandi personalità sono assai meno bisognose di mettersi in mostra, di badare alla forma, di preoccuparsi dell’esteriorità. Hanno da fare a nutrire l’anima e l’intelletto più che il loro aspetto o i simboli visibili.

E lo dico io che tengo invece moltissimo a curarmi e a curare il mio look. È una contraddizione? No, è una riflessione-confessione. Può darsi che la ricerca di riconoscimento anche dell’apparenza sia insicurezza oppure voglia di una perenne iniezione di fiducia ed entusiasmo.

Prendetela come vi pare. A me oggi piace percepirla come libertà. Se tutti pensano che chi è concentrato sulla cultura, sulle competenze, sulle qualità professionali, sui valori umani, trascuri le apparenze…io desidero provare ogni giorno a dimostrare che si può essere e fare tutto insieme!

Troppo? Magari è troppo, magari è impossibile…ma tentar non nuoce. E, devo dirlo, è forse meglio che puntare il dito contro le apparenze altrui.