Israele è quel posto di cui da sempre senti parlare per cui è inevitabile che prima o poi ti venga il desiderio di andarlo a visitare. A me l’occasione l’ha offerta Ludo, mia figlia, la quale mi ha chiesto, dopo aver letto su alcune riviste e dopo aver  sentito alla tele che a Tel Aviv c’è la vera “movida”,  di portarla!

Non ho scritto subito la recensione del viaggio perché a me serve qualche giorno per elaborare quello che ho visto, le impressioni e i ricordi.

Ci siamo fatte un bel viaggetto: base a Tel Aviv ed escursione al fiume Jordan (alla Fonte Battesimale), in una spiaggia del Mar Morto, alla città vecchia di Gerusalemme, alla chiesa della natività di Betlemme.

A Israele, il turismo di conoscenza e sensibilità viene messo alla prova poiché in questo angolo di Paese, passato presente e futuro si concentrano sotto gli occhi del mondo. Il passato è quello biblico, quello dei libri di storia, mentre il presente e il futuro sono quelli della tecnologia e dello spirito di iniziativa.

Tel Aviv è una città modernissima, nell’architettura e nella tecnologia. È una meta turistica in costante ascesa poiché ha una grande baia tra le più belle del medio oriente. E c’è per davvero la movida tanto che la città è accompagnata da uno slogan: Tel Aviv si diverte mentre Gerusalemme prega e Haifa lavora.

Da non perdere a Tel Aviv: i quartieri Neve Tsedek, Florentin e Ramat Gan. Il primo è il più vecchio quartiere di Tel Aviv è viene considerato il Marais parigino in chiave israeliana. Vi trovi negozi eccentrici e boutique eleganti, bistrot, ristoranti, Wine bar. Io ci sono stata a cena e a colazione.

Il Florentin è, invece, considerato uno dei quartieri più trendy della città poiché è frequentato da artisti, stilisti, musicisti e fotografi. La particolarità del quartiere sta nei numerosi e coloratissimi graffiti con i quali artisti di strada hanno decorato i muri di vecchi e fatiscenti palazzi.

Il Ramat Gan  è invece un moderno e affascinante quartiere d’affari della città.

Il Museo d’arte di Tel Aviv, già da solo, merita e ripaga il viaggio. Cito la fantastica parete di Chagall ma è proprio tutto da vedere.

Il tempo a nostra disposizione, a Gerusalemme, ci ha consentito di visitare la Città vecchia che è il vero cuore e che è suddivisa in 4 quartieri: armeno, cristiano, musulmano ed ebraico. Succede, quindi, che ti viene la pelle d’oca quando senti che il suono delle campane si alterna al richiamo del muezzin e alla litania delle preghiere davanti al Muro Occidentale.

Devo essere sincera, la vista di Gerusalemme ha “tradito” il mio immaginario poiché non mi aspettavo un simile “business religioso”. La città vecchia è piena di negozi che vendono souvenir che mi hanno portato alla mente il souk di Marrakech o il bazar di Istanbul mentre mi aspettavo una originalità esclusiva e nessuna contaminazione commerciale. A Gerusalemme respiri comunque in modo molto forte energia e fede. Soprattutto davanti al muro del pianto che è il luogo più sacro e simbolico per l’ebraismo e dentro la chiesa del San sepolcro che è invece il luogo santo per eccellenza dei cristiani.

Noi ci siamo state nei giorni delle festività del Natale ortodosso per cui vigeva  il divieto di fotografare e quello di scrivere i bigliettini (è nota l’usanza di scrivere il proprio pensiero o desiderio su di un bigliettino e poi di infilarlo nelle fessure del muro) : quando sono arrivata davanti al muro con una biro in mano una custode mi ha invitata a ritirare la biro e a non scrivere.

Io di nascosto sono riuscita a farlo lo stesso e anche a fotografare il muro.

La nostra escursione ci ha portate anche sul Mar Morto le cui acque sono un vero e proprio trattamento di bellezza per il corpo umano. Un lifting al prezzo di un bagno in mare. Col valore aggiunto di uno spettacolo mozzafiato, che nessun altro luogo al mondo sa regalare. Un paesaggio che anche io definirei lunare e surreale.

La “gita” si è conclusa a Betlemme dove abbiamo visitato la Chiesa della Natività.

Ecco, ho già detto altre volte che ciò che cerco, nei paesi che visito, sono gli odori, i rumori, i sapori.  A Betlemme ho sentito forte l’odore di “guerra”. Credo per la presenza di tanti soldati armati nelle strade della città e persino sui tetti delle case. La sensazione ‘negativa’ è stata però bilanciata da un altro fortissimo odore, quello della fede, dovuto a una presenza di Pellegrini religiosi che in massa si dirigono verso il luogo in cui è nato Gesù.

Questo viaggio, durato 5 giorni, è costato circa 400 € per volo e sistemazione alberghiera. Non definirei Israele una metà a buon mercato per cui se vi servono consigli chiedetemi pure.

Assaggiate l’hummus e i falafel.

 

                                                                                                                                                          Appassionatamente
                                                                                                                                                             Antonella