Vogliamo parlare di tutte le volte in cui la PIGRIZIA ci fa perdere occasioni belle e trascurare persone, situazioni e momenti preziosi?

Premesso che un pizzico di pigrizia è umano e consentito, troppa rischia davvero di limitarci!

Quando siamo stanchi o stanchissimi è normale: non abbiamo la forza di alzare neanche un dito, ci passa ogni dinamismo, chiediamo solo un divano nel quale sprofondare. È altrettanto accettabile che alcune cose ci facciano passare la voglia di essere energici e laboriosi: sono le cose che non ci piacciono, gli impegni noiosi, le faccende che sbrighiamo con meno entusiasmo o che sono oggettivamente rognose.

Essere però svogliati e indolenti è veramente una iattura!

La pigrizia infatti non coincide affatto con un sano e benedetto ozio. L’ozio sì che un signor “vizio” da coccolare di tanto in tanto! Esiste, non per altro, una letteratura di elogio dell’ozio che vale la pena conoscere. L’ozio è lo spazio di libertà, di piacere, di riposo, di pensiero. La pigrizia è altro: è un atteggiamento di torpore, di inerzia. Non ci fa affatto bene. Anzi, è disastrosa.

Non fa che farci accumulare mancanze, ritardi, rimorsi. E non solo: ci tarpa le ali.

La pigrizia di fatto ci impedisce di realizzare molte cose, di vivere molti attimi, di mettere a frutto potenzialità, di gioire di tante sensazioni avvincenti.

È come una catena.

Più siamo “fannulloni” più peggioriamo l’inclinazione.

Qualche motivo c’è o almeno sospetto ci sia, alla radice. In qualche modo il pigro non è solo una scansafatiche, è anche uno che non mostra grande rispetto per sé stesso (oltre che per gli altri), non credete?

Non nasciamo tutti energici, scattanti e iperattivi per carità. Possiamo ben essere più riflessivi, più lenti e moderatamente morbidi nell’azione ma battere perennemente la fiacca è terribile. Credo valga la pena indagare cosa nasconde, fare in modo di reagire.

Penso si possano innanzi tutto misurare i comportamenti della pigrizia di fronte a input diversi: siamo pigri solo verso quello che non ci interessa o siamo pigri sempre?

L’interesse verso qualcosa, la passione, la motivazione, svegliano la voglia di fare.

Allora per combattere la iattura si potrebbe partire da lì.

Aggiungerei comunque il senso del dovere e l’amor proprio.

La pigrizia in sintesi non fa onore alla nostra intelligenza, al nostro spirito.

Gli oltranzisti della pigrizia, peraltro, innervosiscono il mondo, vero?

Sembrano rallentare tutto, intorno a noi. E poi trasmettono una sensazione di apatia che inquieta…

Voi a che livello di pigrizia vi collocate? Io ammetto che sono la classica pigra selettiva: mi scatta la molla della negligenza solo per ciò che non amo fare. In sostanza sono salva: rientro nel canone dell’umanità!