Quante volte abbiamo pensato che ci bastasse un piccolissimo aiuto per risolvere un problema ma non l’abbiamo chiesto? Quante volte abbiamo sperato piovesse dal cielo una gentilezza per sollevarci da un attimo di disagio? Quante volte ci siamo trovati in difficoltà e avremmo tanto voluto che qualcuno comprendesse e ci porgesse la sua mano?

Certamente è meraviglioso, trovare il sostegno che ci serve a cavarcela da qualche impaccio. Spesso capita. Capita che un familiare o un’amica, si prodighino per noi. Capita che un estraneo, garbato e generoso, si presti al volo a offrirci una soluzione, a darci la dritta giusta, a sorriderci con disponibilità. Capita insomma che abbiano sensibilità in abbondanza e voglia di soccorrere!

Però è anche vero che forse dobbiamo pure abituarci a chiedere.

Me lo fate un piacere?

Potreste aiutarmi?

Mi usate una gentilezza?

Credo che siano domande…’disarmanti’. Pure lo spirito meno nobile e altruista fa fatica a fare spallucce quando gli viene rivolto un s.o.s. no?

Faccio questi pensieri perché credo che ogni atteggiamento che ci riporta alla nostra umanità è fondamentale. Il meccanismo della richiesta di aiuto e della molla che fa scattare dimostra che siamo tutti tanto vulnerabili e bisognosi quanto forti e provvisti di risorse.

Nella vita, ogni giorno, ci troviamo da una parte e dall’altra. Dalla parte di chi necessita di un pronto intervento e dalla parte di chi può darlo.

Avere consapevolezza di questo è illuminante. Sì, penso sia proprio illuminante.

Chiedi e ti sarà dato. Dai se ti viene chiesto.