Zitti, non fatevi sentire! Non ne parlate male, per carità!

Guai a prendere a calci l’anno vecchio. Il 2020, ricordatevelo bene, si è vendicato e ci ha portato il 2021!

Scherzi a parte, è naturale augurare e augurarsi SEMPRE un nuovo anno migliore però dobbiamo evitare di sputare su quello vecchio.

Il presente è un ponte tra passato e futuro. Bisogna avere cura anche di quello che abbiamo vissuto. Invece di zavorra portiamo con noi lezioni ed emozioni, proprio quelle lezioni ed emozioni che ci servono per affrontare l’anno nuovo.

Perché penso si debba portare rispetto a quello che è stato?

Perché a volte l’accanimento con il quale trattiamo un anno non è che altro che la nostra rassegnazione al destino cattivo. Lo scacciamo, ci beviamo su, brindiamo allo scoccare della mezzanotte, viviamo di speranza passiva!

No! Abbiamo invece attraversato i problemi e i dolori della vita, non di un anno.

E girare pagina non è questione di calendario, è una nostra scelta. Dipende dal modo in cui noi ci rendiamo protagonisti dell’appuntamento.

La notte di San Silvestro è dunque soltanto un simbolo.

Un simbolo della festa che dedichiamo al cambiamento possibile.

Un simbolo di fiducia verso ciò che possiamo fare.

Un simbolo di slancio innanzi tutto verso noi stessi.

Per questo più che caricare il Capodanno di vaghi propositi dovremmo riempirlo di progetti forti e chiari.

A me, come sapete, piacciono il PENSIERO COSTRUTTIVO e l’ottimismo dinamico, che sprona e guida. Ecco, vorrei ispirassero il 2022 di tutti.