Le Donne parlano TROPPO: luogo comune o verità?

Curiose e chiacchierone, così veniamo spesso etichettate. Come se a priori l’una e l’altra caratteristica fossero di per sé difetti…

La curiosità non è sempre un moto invadente e pettegolo, spesso è puro stimolo intellettuale, amore di conoscenza. D’altra parte essere chiacchierone non significa per forza essere noiosamente logorroiche, può ben essere indice di apertura e socievolezza.

Chiarito ciò, che non è irrilevante, la misura del TROPPO chi la stabilisce? C’è una quantità di parole proporzionata, accettabile, regolare, giusta? E in base a quale criterio?

Secondo me bisogna valutare di cosa, perché, quando e come parliamo. Insomma facciamone, se mai, una questione di QUALITA’ più che di QUANTITA’.

Ci sono persone, Uomini o Donne che siano, che potremmo ascoltare per ore ogni giorno e non ci darebbero alcuna noia. Sono quelle interessanti, garbate, educate, intelligenti, spiritose, sensibili. Sono quelle competenti e di buon senso. Sono quelle che raccontano amabilmente. Sono quelle argute, soavi, cordiali.

E allora? Allora queste non parlano a sproposito, anche quando parlano tanto. Non sono inutilmente prolisse, ma brillantemente espressive. Sono magari calorose, coinvolgenti, disponibili al dialogo.

Oh certo, so bene che siamo accusate di parlare troppo perché talvolta sottolineiamo puntigliosamente, ripetiamo e ribadiamo fino allo sfinimento un consiglio, facciamo domande per sapere più dettagli e capire meglio…In realtà le Donne faticano a fermarsi alla superficie delle cose, a lasciar scivolare via tutto, a non replicare se si sentono messe in discussione e adorano narrare fatti e avventure scendendo nei minimi particolari.

Ma questo è TROPPO? Forse è soltanto TANTA ATTENZIONE. E qualche volta un po’ di insicurezza e di scrupolosità, come quando temiamo che un concetto non sia ben chiaro o che qualche silenzio dia luogo a malintesi ed equivoci.

Posso pure ammettere che le Donne diventino poi davvero ciarliere tra Amiche, quando hanno voglia di fare il resoconto di un’avventura, di uno stato d’animo, di un’esperienza. Però non è un male, direi!

Restano i casi in cui il tot di parole che è opportuno o conveniente pronunciare risponde alla migliore strategia in una data circostanza. Lì in effetti può darsi che qualche volta scappi il troppo che ci svela, che ci incastra, che ci fa passare per verbose…

Comunque tracciamo almeno una linea netta tra essere vivacemente feconde di parole e avere la lingua insopportabilmente lunga! Parlare non equivale a sparlare, no?

Non so come la pensate, non so se preferite i taciturni o i loquaci e in quale tra questi vi collocate. Io spero di essere in discreto equilibrio!