Il buon umore fa bene alla salute, ormai è decisamente noto.

Spesso l’umorismo, il gioco e l’allegria si rivelano efficacissimi per lo spirito e il benessere anche di chi versa in stato di malattia, è ricoverato in ospedale, attraversa un momento di difficoltà e preoccupazione.

Conosciamo tutti la rivoluzionaria terapia del sorriso di Patch Adams basata sulla compassione, sulla generosità, sull’empatia che curano ‘le persone’ ben oltre dunque all’approccio consueto di curare ‘le malattie’.

Abbiamo sicuramente in mente tanti esempi, nella nostra vita di tutti i giorni, di quel piccolo o grande conforto che è un momento gioioso, ludico, spensierato.

Ho appena scoperto lo Yoga della risata, che è stato sviluppato da un medico indiano, il Dr. Madan Kataria, e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo. Combina esercizi respiratori dello Yoga (che derivano dal Pranayama) con esercizi di risata.

Si basa sul dato scientifico che il corpo non avverte la differenza tra una risata reale e una indotta (se fatta volontariamente) e si producono gli stessi benefici sia a livello fisiologico che psicologico.

Ci invita insomma a RIDERE SENZA MOTIVO: non servono battute esilaranti, barzellette o scenette comiche. Quello della risata diventa un vero e proprio esercizio da praticare metodicamente.

Nel mondo ci sono Club della risata dove imparare l’arte della risata e ritrovarsi a ridere. Ridere di pancia, ridere per almeno 10-15 minuti, ridere con il piacere di farsi del bene.

A giovarsene sono il fisico, l’umore, le relazioni umane. Lo yoga della risata infatti rinforza le difese immunitarie, è utile per l’apparato cardio-circolatorio, aiuta a ridurre e gestire lo stress, è energia positiva che ci connette meglio agli altri, aumenta la nostra efficienza professionale, allenta le tensioni e tiene alto lo spirito.

Come l’ho scoperto?

Attraverso un’amica del Mollia Style, teacher di yoga della risata. Si chiama Jessica Vanessi, una vulcanica ragazza dalle mille esperienze che ha calcato qualche palcoscenico, viaggiato, studiato e infine…riso!

Io ho sempre creduto, al potere della risata. Ma la mia, la nostra, è una risata occasionale, che scatta solo con la gag o il momento che ci fanno il solletico. Magari troppo breve e poco consapevole della forza che può darci. La risata di Jessica Vanessi invece è una risata ‘sapiente’, al servizio del ben-essere.

Brava Jessica!

Mi piace moltissimo, peraltro, l’idea che la risata ci avvicini: è un linguaggio universale, pacifico, caldo, entusiasmante.

Lunga vita dunque alla risata e ai suoi Club!