l-invidia-porta-sfiga

Diffondiamo il verbo: l’invidia porta sfiga. È scaramantico, se gli invidiosi si accorgono che accumulano sfortuna forse demordono o, almeno, escono dal nostro raggio di vita…

Non so se fa più danno al fegato o al cervello, sono persuasa comunque sia davvero invalidante. L’invidia è quella cosa che ti leva il fiato e fa sprofondare il morale. Perniciosa e detestabile, per somma gioia non è nel mio catalogo di sentimenti. Il guaio, se mai, è incontrarla. Con la sua faccia livorosa, lo sguardo rabbuiato, i movimenti nervosi, sembra l’angoscia in carne e ossa.

Invece di coltivare l’unicità o al massimo, con genuino slancio, emulare modelli graditi, l’invidioso sta lì a nutrire cattivi pensieri e spiare con acredine. Talvolta poi, con uno scatto malvagio, si scaglia contro l’invidiato. Gli rovescia addosso la sua rabbia, la sua frustrazione, la sua insicurezza.

Mi spiace un po’. Si, insomma, mi spiace farne un ritratto così brutto. Forse soffrono e non è bello accanirsi con chi soffre.

D’accordo, in un moto di benevolenza, stendo un velo pietoso. In fondo, detto tra noi, è di gran lunga meglio essere invidiati che invidiare. E così il Mollia style svela un altro dei suoi magici atout: l’arte della leggerezza e della comprensione.

Contrordine dunque. Diffondiamo un altro verbo: “Alla resa dei conti, non c’è vizio che nuoccia tanto alla felicità dell’uomo come l’invidia (Cartesio).”

Il primo passo verso la felicità è proprio una sana predisposizione all’amore universale no?

 

                                                                                                  Appassionatamente
                                                                                                          Antonella