Vi è capitato? Intendo l’imprevisto che arriva puntuale a toglierci di mano una patata bollente o a sollevarci da qualche imbarazzo, vi è capitato?

Con il senno di poi c’è da scompisciarsi dalle risate, lì per lì prendi l’occasione e te la godi.

Insomma l’imprevisto -quello che tante volte etichettiamo come una noia, un mostro, una iattura- si presenta come un paracadute, una via di fuga, una provvidenziale mano santa!

A me è successo eccome. Di essere nel bel mezzo di una gatta da pelare e di ricevere la sorpresa di un diversivo! Magari a tu per tu con un problema fa capolino l’incidente che lo mette fuori discussione.

Ovviamente deve trattarsi di un incidente piccolo eh! Insomma solo qualcosa che depisti, sposti l’attenzione, faccia volgere gli sguardi altrove.

In una situazione di disagio bussa qualcuno con una richiesta impegnativa e urgente. Come la prendiamo? Normalmente magari ci spiazzerebbe, quando invece ci leva dal disagio quasi ci scappa un urlo di evviva!

Perché rifletto su questo?

Perché trovo divertente, il ‘paradosso’ delle nostre reazioni. Le nostre difficoltà lenite da un colpo di imprevisto! D’altra parte questa è anche la ragione per cui non dovremmo mai temerlo troppo, non in assoluto almeno. La realtà supera sempre l’immaginazione e può dunque rivelarci ogni giorno che anche una seccatura talvolta è desiderabile.

Forse ci induce pure a capire che non tutte le seccature sono tali. Dipende da come le percepiamo, da come le viviamo.

Qualche volta l’imprevisto è una specie di lampada. Sì, illumina. Illumina le cose importanti e ci sottrae a un affanno che tutto sommato forse non lo è.

O è solo la fortuna che ogni tanto si palesa?

Chissà!