Lei non sa chi sono io!

E invece lo so: un prepotente, borioso, maleducato! 

Non a tutti è noto che i Grandi sono umili e non hanno alcun bisogno di palesarsi con arroganza. Al prepotente, borioso, maleducato, scappa ancora di atteggiarsi, di far la voce grossa, di tirar fuori nome e titolo altisonanti.

E a noi, very normal people, scappa la pazienza.

Forse a lor signori tronfi sfugge anche che la Cassazione ha ravvisato nell’infelice espressione una vera e propria minaccia.

Comunque cosa ci ricordano quelle riprovevoli parole? Totò e la mitica scena di uno dei suoi film, naturalmente. Ma non solo. Ho nel cuore il grandissimo Eduardo De Filippo che in un indimenticabile frammento de “L’oro di Napoli” invita i cittadini del quartiere a ribellarsi al prepotente di turno insegnando loro… l’arte della pernacchia!!!

Il rumoroso sussulto di sberleffo era l’arma comica per travolgere l’ingombrante ego del tracotante. Ora non invito a fare altrettanto ma certamente suggerisco a tutti la virtù dell’autoironia che forse ci risparmia le pernacchie altrui, ci fa vivere meglio, ci rende umani e saggi.

Facciamoci conoscere per ciò che siamo e facciamo. Facciamoci conoscere per quello che valiamo. E lasciamo perdere certe manifestazioni gonfie e altezzose che ci dipingono addosso solo un’aria da idioti…

Evviva, evviva i Grandi. Quelli veri.