Mai come ora abbiamo imparato come in un attimo la vita possa cambiare. Mai come ora abbiamo sentito a rischio magari la salute, gli affetti, il lavoro, le abitudini.

Noi Donne abituate al carico del lavoro, della famiglia, della casa, abbiamo forse retto più di tutti lo stress di un periodo stracolmo di affanni ed incertezze. Abbiamo tremato, confortato, lottato. Siamo state al passo con nuove esigenze, con differenti situazioni.

Abbiamo maturato un’energia in più. E pur se spossate o provate ci siamo state, sempre. Noi Donne, con la forza della nostra delicatezza, siamo fatte così, no? In prima linea. A fare, a sperare, a pensare.

La capacità di adattamento degli esseri umani è tanto grande

eppure tanto difficile.

È vero che “facciamo di necessità virtù”. Ci adeguiamo e tiriamo fuori le nostre migliori risorse. Però soffriamo, nell’impatto, in quel passaggio in cui siamo costretti a prendere le misure con la nuova realtà, nel momento in cui salutiamo dolorosamente qualcosa che non è più e entriamo in qualcosa di nuovo.

Sembra che davvero il terreno tremi sotto i nostri piedi. Siamo animali che a parole odiano la routine ma nei fatti ci trovano dentro una sorta di comodità e di sicurezza.

Io, lo sapete, sono paladina dell’ OUT OF THE CONFORT ZONE. Soprattutto per gli over 50 come me questo significa esplorare oltre il consueto di una vita, concedersi quello che magari è rimasto sempre in fondo a un cassetto, oltre l’orizzonte.

Le Donne del futuro credo possano essere davvero out of the confort zone. Donne che si mettono in gioco, Donne che non si tirano indietro, Donne che sanno dare tanto, tantissimo.

Sono le Donne che hanno sempre tenuto insieme il bilancio domestico e quello delle emozioni e che ora sono ancora più vigorose, più sensibili, più lungimiranti. Perché le Donne fanno tesoro, delle lezioni. Perché le Donne hanno il cuore a portata di mano. Perché le Donne amano la bellezza della vita e la difendono, con amore e dedizione.

Non è un discorso retorico, non è una difesa a spada tratta delle Donne. È un pensiero sereno. Il futuro è più incerto che mai, diciamolo senza sollevare bufere e terrore. C’è la precarietà di ciò che non conosciamo e dobbiamo riuscire a gestire. Sono convinta che sia davvero affare da Donne. Ce l’hanno nel DNA, il senso dell’armonia. Cuciono pazientemente insieme mille pezzi, fanno le ore piccole per trovare una soluzione, tirano fuori la potenza del loro intuito, hanno un rispetto immenso delle debolezze.

Eppure ancora oggi sono escluse e si sentono escluse. Scontano un retaggio che non merita di sopravvivere. Restano sovente nelle retrovie, un passo indietro, all’ombra di chi comanda. Fanno i salti mortali per conciliare mille doveri e portare a casa pochi diritti.

Non mi piace questo discorso nella sua chiave polemica. Non mi piace lo scontro che non dovrebbe esserci. Lancio solo una riflessione. Dovrebbero godere tutti, della femminile saggezza delle piccole cose, della sapienza che dimostrano generosamente, della loro proverbiale resilienza. Dovrebbe essere una ricchezza da valorizzare. Mi è capitato di sentire, non poche volte, che le penalizza una specie di “eccesso di emotività”. Ebbene, Signori e Signore, questo <difetto> si chiama umanità e si può governare assai meglio di tanti altri difetti.

L’intelligenza, la grazia, la cultura delle Donne è un vero pilastro della ri-partenza. Vediamo di acquisirne subito la consapevolezza!