Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza (Seneca)

 

So bene che si dice che “chi di speranza vive, disperato muore” ma sto con Seneca. Il proverbio ammonisce per stimolarci a non aspettare che ‘piovano soluzioni dal cielo’ e concordo: dobbiamo darci sempre da fare per quello che ci sta a cuore! Però l’umiltà della speranza è una forza gigantesca.

Disperare significa spesso rassegnarsi, rattristarsi, gettare la spugna. La speranza invece è una fiammella sempre accesa, una dolce fiducia che non ci fa arrendere, un balsamo per molti dolori e preoccupazioni.

Amo le persone che coltivano speranza a tutti i costi! Sono positive e, appunto, umili. Non è detto credano ai miracoli ma sicuramente sanno che talvolta capitano cose che non possiamo prevedere, arrivano sorprese meravigliose, ci sono svolte clamorose. Invece di vedere nero riservano nel cuore un posticino per quel barlume di possibilità che può risolvere, aiutare, alleviare.

La speranza fa resistere, guardare avanti, credere. Se sperando ci rimbocchiamo le maniche e diamo il meglio di noi può darsi che non tutto vada storto, no?

Nel momento in cui smettiamo di sperare non ci aiutiamo. Mai.

Lo scrivo per dirlo a me, in primis. A me che a volte barcollo e perdo di vista la virtù.

Voglio stare con Seneca. È un atteggiamento attivo, umano e potente.

E vorrei soprattutto non mancasse mai speranza a chi più ne ha bisogno: a chi soffre, a chi ha problemi gravi, a chi vive situazioni molto difficili.