Più che essere un detto, è la realtà immortalata a parole: la ruota gira. Oggi siamo fortunati e domani sfortunati, oggi soffriamo e domani gioiamo. Tutto può mutare, tutto è in movimento, la vita riserva sempre sorprese.

Quando tutto sembra andare storto ce lo auguriamo insomma speriamo che giri in fretta e torni a filare nel verso giusto. Quando qualcuno ci fa del male confidiamo nella lezione che prima o poi l’esistenza gli darà. Perché la ruota gira, perché non può piovere per sempre, perché c’è sempre qualcosa o un momento che arriva a cambiare le carte in tavola.

Non è bello meditare vendetta, attendere al varco chi ci ha fatto penare, ribaltare la cattiva sorte sugli altri. Non è neanche necessario. Tutto accade, senza affannarsi a farlo accadere. Se mai è bello resistere e dare sempre e comunque il meglio di sé, attendere che il cielo se ne accorga e magari soffi vento propizio sulla ruota.

Il problema è che quando siamo a terra, ci hanno sgonfiato le ruote, il mare ci rema contro, ci sentiamo proprio in balia degli eventi. La paura monta come panna montata. Magari insieme alla rabbia o alla tristezza. Sedersi pazientemente e confidare nell’inversione di rotta non è facile. Sembriamo sull’orlo di cedere, di spezzarci. Temiamo che non ci sia più nulla da fare. Si chiama pessimismo, si chiama disperazione, si chiama stanchezza.

Però a un certo punto, per giustizia o magia, la ruota gira.

Gira spazzando via un po’ di nubi.

Gira facendo capitolare quelli che ci volevano al tappeto.

Gira portandoci nuove prospettive.

La ruota gira e torniamo a respirare, a credere. Risolleviamo il capo e siamo ancora lì, siamo ancora noi. Sani e salvi. Abbiamo un’altra opportunità, siamo in piedi e il peggio è alle spalle.

Perché quando lavoriamo sodo e siamo bravi desideriamo che la realtà ci premi e ci riconosca il nostro merito. Inutile però dannarsi e scalpitare troppo. Ogni cosa ha il suo tempo, ogni cosa matura nella sua stagione. Non dobbiamo mollare, non dobbiamo permettere allo sconforto di vincere la partita. I nostri sogni, le nostre aspirazioni, tengono vispa la fiammella delle possibilità.

La ruota gira con la sua lezione universale. Mai perdere fino al più piccolo barlume di luce e fiducia. Ma anche mai stare sugli allori come se nessuna bufera potesse metterli in discussione.

La ruota gira per insegnarci l’umiltà, la gratitudine, la misura.

Sii gentile con le persone che incontri salendo,

perché sono le stesse che incontrerai scendendo (Jimmy Durante).

Se siamo ricchi dobbiamo pensare che potremmo diventare poveri. Se abbiamo potere dobbiamo ricordarci che potremmo perderlo.

La ruota gira per renderci più vicini e uguali di quanto talvolta crediamo di essere. Questa profonda consapevolezza è esattamente il flusso della ruota, il suo viaggio, il nostro divenire. Lei ci aiuta a praticare la virtù, quella di tenere alto l’orgoglio degli aneliti e la dignità dei bisogni, con la faccia saggia e umana di chi non è stolto!

Se la ruota girasse solo in senso a noi favorevole vorremmo tutto l’oro del mondo? O preferiamo che la vita faccia il suo corso, che ci chieda di tenere il passo nei periodi neri e in quelli felici, che accontenti e castighi tutti nel suo supremo giudizio? Forse è proprio così…la ruota è su questa terra per mantenerci umani. Per farci piangere e poi ridere.

Io non esalto le illusioni, non posso neanche dispensare pillole di bontà cosmica, ma so che lei -la ruota- gira. Gira e dopo che ci ha messo a testa in giù ci rimette in posizione perfetta per spiccare il volo. Ci mette alla prova, forse. Oppure segue soltanto il suo piano. Lentamente o velocemente, gira. Possiamo ritrovare il sorriso che credevamo smarrito. Possiamo finire coperti dalla fortuna mentre la sfortuna sommerge chi ci aveva messo il bastone…tra le ruote.

Non siamo fatti in assoluto di vittorie e fallimenti, siamo solo giocatori in equilibrio nella vita che rotola come una ruota. Scende, svolta, fa il giro su se stessa.

Dopotutto, domani è un altro giorno. Aveva ragione lei, Rossella O’Hara.

Dobbiamo solo fare in modo che l’alba non ci trovi arresi.

 

A 56 anni compiuti ho deciso che rispetterò la ruota come le scale.

Mi piacerebbe che nessuno si facesse abbattere, neanche quando la vita lo prende a calci e pugni. Mi piacerebbe ci fosse sempre, dopotutto, un domani migliore.