Appuntamento con la Felicità

Questo mese l’Appuntamento con la Felicità è particolarmente intenso. Nel mese di febbraio diverse lettrici hanno chiesto a Carla Greco di parlare di fiducia, quella fiducia in sé che è croce e delizia. Mi sono unita, entusiasta, al coro.

Dalla Fiducia che impariamo a nutrire derivano in larga misura i nostri risultati e il nostro benessere.

L’argomento è delicato, importante, appassionante. Carla ha le competenze e l’energia non solo per inquadrarlo e trasmetterci le giuste riflessioni ma anche per stimolarci, concretamente.

Carla Greco è qui perché apprezzo molto il suo approccio profondo e insieme pratico. Carla Greco è qui perché sono persuasa possa essere una grande risorsa per tutti noi. E il post di oggi…è una bomba!

 

 

 

 

Chiedo scusa, Amiche e Amici Mollia Style, se la lunghezza di un post non mi consente di approfondire ogni concetto, ogni passaggio, ogni sfumatura. Sapete che potete sempre chiedermi di più nei commenti oppure attraverso la mail del Mollia Style oppure ancora facendo capolino sul mio blog.

La fiducia in se stessi spesso è una conquista, il frutto di un lavoro fatto nel tempo. Perché? Perché dobbiamo dare una svolta, alla sfiducia. A quella sfiducia che affonda le sue radici nella nostra infanzia, nel nostro contesto umano e culturale, nelle esperienze negative o dolorose.

La mancanza di fiducia in sé è un cruccio, un disagio, un limite. Abbiamo paura. Paura di non farcela, paura di non riuscire ad affrontare le prove e i cambiamenti più naturali, paura di non avere la capacità di sostenere un ruolo, di raggiungere obiettivi, di realizzare progetti. Può essere pesante e arrivare a paralizzarci. La qualità della nostra vita sicuramente non brilla: tendiamo decisamente al pessimismo, assumiamo un comportamento passivo.

Dobbiamo però sapere, appunto, che possiamo conquistarla.

Sì, possiamo cambiare rotta. Possiamo decidere di prenderci cura di noi e darci una chanche. La fiducia è un muscolo interiore (come il coraggio e la volontà) e, come tutti i muscoli, se non lo usiamo e non lo alleniamo, si atrofizza.

Come lo alleniamo?

Lo alleniamo agendo, facendo. Per credere di più nelle nostre capacità abbiamo bisogno di sperimentare la nostra autoefficacia. Mettiamo alla prova la nostra autoefficacia proprio con l’azione. In che modo? Con piccole decisioni quotidiane, un passo alla volta. Non dobbiamo metterci in testa di scalare l’Everest ma porci invece piccoli traguardi ogni giorno che ci fanno agire, tengono in movimento il muscolo della fiducia, ci fanno uscire pian piano dalla zona di comfort dell’inazione. Agire significa rompere quel circolo vizioso che ci inchioda alla sfiducia.

Non solo. Agire ci connette agli altri e al mondo, ci fa quindi scoprire cosa innesca la nostra azione, quali risorse la realtà può offrirci, quanto può derivarci dall’incontro con gli altri. L’azione funziona un po’ come anello di congiunzione tra noi e gli altri, tra noi e il mondo esterno.

Potrei dunque dirvi: non abbiate fiducia in voi stessi, abbiate piuttosto fiducia in tutto ciò che la vostra azione può creare per voi; abbiate fiducia in ciò che dipende da voi come in ciò che non dipende da voi; abbiate fiducia nella realtà che la vostra azione sta nel frattempo già modellando; abbiate fiducia nelle infinite possibilità che la vostra azione produrrà; abbiate fiducia in quelle persone che incontrerete e che vi offriranno, consapevolmente e anche no, idee, consigli, speranza, e, perché no, amore.

Forse state pensando che l’incontro con gli altri e con il mondo potrebbe non essere favorevole. È vero, può succedere, è un rischio da correre per conoscere quanto altro di benevolo possiamo invece trovare.

Più agisco più risultati ottengo, anche solo per un mero calcolo di probabilità!

Questi risultati innescano l’inversione di rotta, al circolo vizioso sostituiamo un circolo virtuoso.

Ma attenzione, spesso a bloccare è proprio la concentrazione sull’obiettivo. L’obiettivo grandioso, l’obiettivo spaventoso, l’obiettivo lontano. È essenziale invece focalizzarsi sull’azione. Avete presente lo scalatore tutto preso ad arrivare in cima, letteralmente assorbito dal pensiero di arrivare in vetta? Può commettere un passo falso, non guardare dove mette i piedi, non cogliere il pericolo, sbagliare l’azione. Tenete dunque la vostra attenzione sull’azione, sul percorso, non sul punto di arrivo. Non è solo saggio e prudente, è funzionale allo scopo. Tiene a bada l’insicurezza e la sfiducia, attiva le vostre capacità d’azione, vi fa prendere fiducia poco alla volta.

L’appetito vien mangiando perché assaporiamo un piacere, la fiducia viene facendo perché allenta la nostra incredulità e ci mostra le nostre possibilità.

Quindi? Quindi vi lascio con un “facile esercizio” da fare tutti i giorni.

Al principio tralasciate gli obiettivi troppo ambiziosi. Allenate il muscolo della fiducia in voi stessi gradualmente, come in palestra. Partite da piccoli obiettivi quotidiani. Ogni giorno un post it. Ogni giorno focalizzati su un obiettivo possibile, coerente allo stato del vostro muscolo. Non chiedetevi l’impossibile ma fate davvero il possibile. Facciamo un esempio? Potete appuntarvi la sera un piccolo compito da svolgere il giorno dopo. Magari fare quella telefonata che rinviate da settimane o mesi. Mettete in moto la volontà e la determinazione e sfidate la paura. Ogni giorno spuntate un obiettivo (telefonata: fatta!!!) e salite un gradino della scala della vostra fiducia.

Vi serve una spinta? Ve la do volentieri: sappiate che una volta avviato il percorso della fiducia non lo arresterete più. Sarà bello scoprirvi, giorno dopo giorno, sempre più sicuri e fiduciosi. Talmente bello che continuerete a salire lungo la scala.

Questo credo sia un ottimo stimolo!

Voglio aggiungere un’ultima cosa anche se in verità ne vorrei aggiungere tante ma lo spazio è tiranno: per (ri)acquistare fiducia in sé dobbiamo decidere, ho accennato all’inizio, di prenderci cura di noi. Questo cosa vuol dire? Accanto all’esercizio day by day iniziate a pensare a voi al tempo presente, senza attorcigliarvi nel passato e senza proiettarvi troppo nel futuro e smettetela di paragonarvi a Tizio e Caio. Non dovete diventare perfetti e neanche somigliare agli altri, dovete star bene con voi stessi, far esprimere le vostre doti e raggiungere la consapevolezza che ce la potete fare.

Carla Greco

Dott.ssa in Psicologia e Formatrice ad approccio Psicofisico Integrato e Autrice del libro: Dal dolore alla Felicità – la scelta di trasformare le ferite – ediz- Le Due Torri