“Se uccidi uno scarafaggio allora sei un eroe, e se uccidi una farfalla sei cattivo.

 La morale ha standard estetici” (F. Nietzsche)

A un passo dalle feste di Natale non voglio coinvolgervi in grandi riflessioni filosofiche sull’estetica, sulla morale e sul complesso pensiero di F. Nietzsche. Però… questa citazione è fantastica e davvero inchioda!

L’estetica, letteralmente, è la dottrina della conoscenza sensibile. Nel tempo si è connotata come disciplina che ha per oggetto il bello e la produzione artistica.

Con l’estetica si indica dunque quel tipo di esperienza che ci capita di fare quando giudichiamo ‘bello’ qualcosa, per es., un’opera d’arte, ma anche un oggetto, una persona, un paesaggio. L’esperienza estetica consiste proprio nel fatto che ‘qualcosa’ cattura la nostra attenzione, producendo in noi, in modo del tutto inspiegabile e imprevedibile, emozioni e stati d’animo molteplici (Treccani).

Parliamo insomma di percezioni, di sensazioni!

Ciò che valutiamo gradevole ci attrae, ciò che riteniamo sgradevole ci ripugna.

Curiosa e profonda dunque, la riflessione di Nietzsche. In sé l’impatto estetico sembra consegnarci l’istinto a un giudizio morale! L’arte, che invece può sublimare tutto, è capace di rendere bello ai nostri occhi anche ciò che avremmo considerato brutto…

A me suggerisce un pensiero sulle convenzioni e sui canoni estetici. In fondo il “bello” e il “brutto” sono catalogazioni soggettive o dettate da influenze culturali di tempo e spazio, no?

NON È BELLO CIO’ CHE È BELLO, È BELLO CIO’ CHE PIACE

In natura dovrebbero essere sovrani i nostri gusti. Possiamo vivere una splendida emozione alla vista di qualcuno o qualcosa che per gli altri non è degno di nota o è addirittura orribile. La natura poi è però anche addomesticata dalle idee comuni, si conforma e si omologa agli schemi e al metro collettivo. È facile che non ci dispiaccia lo scarafaggio ma, consci che nel sentire diffuso sia di gran lunga più affascinante la farfalla, finiamo per ripudiare il primo e osannare la seconda…

Sì, uccidere uno scarafaggio ci fa guadagnare un premio, uccidere una farfalla ci fa apparire esseri spregevoli, vero?

Se devo scegliere, sia chiaro, anche io scelgo di salvare sempre la farfalla eppure ora guardo al povero scarafaggio con più cuore. Non fosse altro che per coltivare il sano beneficio del dubbio e per ricordare che talvolta il bello è proprio uscire dallo standard!!!

Comunque quello delle citazioni è anche un gioco. Tra il serio e il faceto, c’è di mezzo un mondo di sottili ironie che è bene coltivare per mantenere il cervello brillante.