Certe volte ho l’impressione che la bellezza sia ancora vista come un magnifico contenitore vuoto. Una sorta di “pacco”: pacco come confezione dentro la quale c’è il nulla cosmico e quindi pacco come fregatura megagalattica.

I belli e le belle devono essere decerebrati?

I belli e le belle non possono essere portatori di qualità e valori?

I belli e le belle sono statuine cui è meglio togliere l’audio?

E non chiedo per un amico. Chiedo perché è insopportabile l’idea che l’aspetto estetico sia un marchio.

Per riderci su direi che la vita è forse sostenibile soltanto per chi sta nel mezzo: i brutti e le brutte devono magari essere giudicati per la scarsa avvenenza e faticare a essere “guardati” per i milioni di altri fantastici caratteri, i belli e le belle devono viaggiare con l’etichetta appiccicata addosso di scemi e oche.

Ma la finiamo o no?

D’accordo, io sono quella che sostengo l’arma dell’ironia per affrontare tutto quello che ci fa accapponare la pelle però qui è quasi difficile sfoderarla! Penso a chi si fa paturnie perché si sente il brutto anatroccolo e penso ai bellocci che devono sudare sette camicie per essere apprezzati per altro dalla loro apparenza.

Diamine, che sciocco lavoro. Con tutto ciò su cui potremmo applicarci, sprechiamo energie per rendere faticosa la vita altrui?

Forse si chiama superficialità. Forse si chiama preconcetto. Forse si chiama stupidità. Non lo so, aiutatemi voi. Bisogna uscire da questo tormento senza senso.

Oh certo, sembra uno di quei problemi dei quali l’umanità non ha tempo di occuparsi…concorderei se non fosse per il fatto che la realtà dimostra abbondantemente quanti molti siano invece ferrati, accaniti e concentrati sul punto.

Non vi sembra tanto tanto tanto stupendo il mondo delle diversità e delle unicità? Ognuno di noi può essere uno spettacolo da scoprire ma, per favore, assistete alla proiezione fino in fondo: non vorrete mica dare un voto solo all’immagine di copertina, al trailer o al titolo, no?

Uffa. Cosa ne pensate, voi? Vi siete mai sentiti i belli o i brutti della situazione? Quelli cui tocca di dimostrare, in un modo o nell’altro, di essere molto altro da ciò che appare al primo fugace sguardo?