Quanto abbiamo sentito il peso dell’INCERTEZZA in questi due ultimi anni?

Improvvisamente ci sono stati chiari i limiti della nostra conoscenza e abbiamo avvertito con forza il senso di instabilità.

Non è facile confrontarsi con ciò che ci sfugge, con le contraddizioni, con quello che non comprendiamo. Non è facile prendere posizioni e decisioni quando il terreno è scivoloso. Non è facile affrontare una realtà molto diversa da quella che ci aveva presentato l’abitudine.

A un certo punto abbiamo vissuto una sorta di assenza di riferimenti incrollabili. Tutto vacillava, noi vacillavamo.

Ciascuno ha reagito con le proprie inclinazioni e risorse, in base alle proprie condizioni, secondo i propri principi e le proprie idee. Ma tutti, presumo, hanno dovuto fare i conti con la parola INCERTEZZA.

Abbiamo messo in discussione, ci siamo messi in discussione, ci hanno messo in discussione. Ci siamo mossi alla ricerca di appigli: la scienza, l’ordine costituito, i valori e la famiglia, il buon senso, gli strumenti culturali. Arrancando, procedendo a tentoni, andando a sentimento, fiutando l’aria.

La Storia ci ha sbattuto in faccia i cambiamenti, i problemi, i crolli, le tragedie, le svolte. Non tra le pagine di un libro ma nella vita di tutti i giorni. L’incertezza è stata una doccia gelata, una mano stretta al collo, un pugno nello stomaco.

Ci siamo affidati al tempo. Quello che prima o poi risolve. Ma un tempo così lungo da passare non ce lo aspettavamo…e allora l’incertezza si è fatta ancora più incalzante e ingombrante. Reclamava il suo spazio, voleva imporsi su tutto.

Abbiamo dovuto farle posto, usare prudenza e pazienza, accettare facesse il suo corso. E lei lo ha fatto e lo fa. Come se ad ogni costo volesse trasformarci.

Di tutte le trasformazioni possibili preferisco quella che ci porta una grande lezione: l’incertezza è una certezza. Per quanto abbia rischiato di destabilizzarci, possiamo far diventare quest’esperienza una Maestra.

Forse la smetteremo di dare per scontato quello che abbiamo, forse la smetteremo di pensarci padroni del futuro, forse la smetteremo di non godere pienamente dei momenti belli che ci sono dati. E forse la smetteremo di starcene barricati nella nostra area di comode consuetudini e ci daremo da fare per mettere sempre il naso fuori dai nostri confini mentali.

Abbiamo molto da imparare, molto di cui sorprenderci, molto di cui essere custodi. E per tutto questo, con UMILTA’ possiamo e dobbiamo ricordarci che l’incertezza è una certezza!

Come tutti spero che le incertezze di domani non siano dolorose e faticose ma non voglio farmi cogliere impreparata dai “fuori programma”. L’elasticità sarà una di quelle gettonatissime soft skill che ci porterà lontano, mi auguro!

Comunque, caro 2022, a te è richiesto essere più clemente e gioioso. Su, inverti la rotta, fatti notare per la tua gentilezza.