La donna di giugno del Mollia Style è Jackie, Jacqueline Kennedy.

Per esteso Jacqueline Lee Bouvier Kennedy Onassis perché in seconde nozze sposò l’armatore greco Aristotele Onassis che per lei lasciò Maria Callas.

Perché la ricordiamo come Jackie Kennedy? Perché fu moglie di John Fitzgerald Kennedy Presidente degli Stati Uniti d’America. Perché è considerata la prima vera First Lady americana. Perché ha rappresentato molto, moltissimo, per la politica di John e anche del cognato Robert detto Bob, entrambi drammaticamente assassinati.

Un’icona di stile, Jacqueline. Ma soprattutto una Donna molto colta e molto carismatica.

Sedotta dalla cultura europea, dal glamour e dall’haute couture francese e naturalmente elegante, Jackie diede un’impronta fortissima alla Casa Bianca e al lifestyle artistico, culturale e sociale.

Non le piaceva essere chiamata First Lady ma non poteva altro che esserlo. Affascinante simbolo di moda e raffinatezza ma anche figura di profondo pensiero. Amava la letteratura e la poesia, parlava fluentemente il francese, l’italiano e lo spagnolo, ed è stata -soprattutto- grande sostenitrice di battaglie per i diritti civili. Fu una convinta antisegregazionista in un’epoca in cui i neri si battevano per il riconoscimento dei loro diritti. A cominciare dal suo abito da sposa, realizzato da una stilista nera, fino al funerale del marito nel corso del quale impose che la bara fosse portata da afroamericani, scelse espressioni forti e ‘militanti’.

Il famoso tailleur rosa Chanel che Jackie indossava al momento dell’omicidio del marito e che continuò ad indossare dopo, macchiato di sangue, sarà per sempre nella coscienza storica dell’America: un’immagine indelebile.

Jackie, con e dopo il composto e sobrio lutto, condusse JFK alla leggenda.

Fu molto chiacchierata e altrettanto osannata. Probabilmente come è destino di chiunque arrivi tanto in vista sulla scena mondiale. Socialmente molto abile, magnetica e maestra di relazione, è stata spesso dipinta dai detrattori come altrettanto cinica e calcolatrice. Forse infedele, certamente mondana ma anche inguaribilmente avvolta in un’allure di classe e passionalità umana.

Una Donna, una madre, una moglie, un mito. Magari con diverse facce e sfumature, nell’intensità di una storia variegata e complessa. Fino a quel secondo matrimonio, dai più considerato infelice e di facciata, che sembra consegnarla alla ricca frivolezza. Eppure chi non era rapito, dal garbo e dalla personalità di Jaqueline?

L’intima realtà di Jackie è morta con lei. A me piace ospitarla qui perché Donna che ha comunque incarnato il glamour cuore e cervello e indiscussa protagonista di un pezzo veramente importante di storia, americana e non solo.