Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.

Una lezione come quella di Calvino dovrebbe illuminarci ogni attimo della vita!

Vi sembro una che prende la vita con leggerezza?

Ahia, la nota è dolente. E non poco.

L’autoironia e l’umiltà non mi sono mai mancate e questo è già molto se non moltissimo. Sul fatto però di planare sulle cose dall’alto ho alle spalle un percorso in salita…In salita per arrivare in vetta e poi planare!!!

Battute a parte, ho dovuto superare i 50 anni, accettare la sfida glamour, aprire un blog e compiere il mio bel percorso di riflessioni per scrollarmi di dosso un po’ di pesantezza. Per smetterla non solo di prendermi sul serio ma anche di prendere sempre sul serio ogni minuscola cosa.

Sto imparando. A prendere quota e a guardare tutto volteggiando nell’aria. Senza superficialità, non mi si addice. Proprio con calviniana leggerezza! Non evanescente, lieve.

La bacchetta magica?

È la voglia, energica, fiera, entusiasta.

La voglia di cogliere la vita per quello che è, di abitarci davvero dentro, di prendersene cura senza un affanno sconsiderato. Dall’alto diamo la giusta misura a ciò che da vicino rischiamo di vedere ben più enorme di quel che è. Senza macigni sul cuore siamo aperti: aperti a conoscere, a sorprenderci, a provare, a sperare, a cambiare.

La leggerezza ci porta dritto all’essenziale, ci leva dalle spalle qualche inutile fardello, ci fa (non saltare ma) sorvolare l’ostacolo e vedere con limpida chiarezza.

Nessuna scrollata di spalle. Anzi, è autentica profondità.