Vivere costantemente spensierati?

È impossibile, direte e dico.

Però si può vivere con quanta più leggerezza ci è consentita. Si può vivere sotto la soglia della drammatizzazione costante. Si può vivere fuori dallo stress negativo. Si può vivere con una maggior dose di gaiezza. Si può vivere in maniera decisamente più serena!

Come?

Non esiste un manuale di regole ma ci viene in soccorso l’arte del buon senso positivo!

Provate ad osservarvi attentamente. Notate quante volte passate un tempo indefinito in allerta? Notate quanto basti un piccolo imprevisto per mandarvi in tilt? Notate quante poche ore al giorno trascorrete con i muscoli e il cervello rilassati?

Vi siete mai veramente chiesti perché?

Spesso siamo talmente concentrati sulla probabilità di un problema, talmente cocciutamente avvinti da un punto di vista, talmente assorbiti dall’ansia per questo o quello, che perdiamo non solo la bussola ma anche il contatto con le nostre risorse di allegria, di garbo, di agilità.

Cosa possiamo fare concretamente?

1)

Fare due o tre lunghi respiri (anche quattro, cinque, sei!!!) e poi riflettere: ce la stiamo prendendo per qualcosa di davvero importante? Non ci sono soluzioni? Non abbiamo niente altro di buono su cui focalizzare il nostro interesse e le nostre energie?

2)

Verificare se nella situazione c’è uno spunto umoristico, favorevole, gradevole, al quale attingere per superarla o affrontarla meglio.

Ci sentiamo ancora legati, agitati o di pessimo umore?

Attiviamo le chances che seguono.

3)

Provare con la musica, con la corsa, con la lettura. Prendiamo insomma una pausa per fare quello che ci è permesso al momento e che ci piace per staccare la spina. Ciascuno fa le sue scelte, io però suggerisco qualcosa di movimento. Allentare il corpo è un toccasana: ballare, saltare, fare le pulizie di casa. Non solo scarica, ci riconnette al corpo! Le cuffie nelle orecchie poi non ci isolano solo temporaneamente dall’ambiente, fanno fluire in noi una nuova melodia…

Ancora non basta?

4)

Analizzare i casi in cui non comprendiamo le preoccupazioni, le irrequietezze, le disperazioni altrui. Fatto salvo tutto ciò che è davvero tragico, doloroso, difficile… spesso negli altri notiamo esasperazioni che troviamo inutili, sciocche, dannose, non capiamo perché diano tanta rilevanza a certe noie che noi troviamo tollerabili, mal sopportiamo il nervosismo che li accende per angustie che vediamo minuscole. A questo punto osserviamoci “dall’esterno”: guardiamo le nostre magagne come se fossero degli altri! Sono veramente super ragionevoli, inevitabili, ingestibili, gravosissime? Abbiamo ancora il coraggio di struggerci, dominiamo almeno un po’ la negatività o ci scompisciamo proprio dalle risate?

Tutto qui?

In verità c’è molto altro che possiamo fare, per la Tranquillità, potrei fare una serie di puntate. Però su tutto, davvero su tutto, c’è il famoso click che ogni tanto cito ovvero la “d e c i s i o n e”… Dobbiamo scegliere, con cuore e cervello, la tranquillità. A prescindere da quello o quelli che remano contro.

Credetemi, sono i nostri pensieri e il nostro spirito a doversi orientare alla tranquillità!

Promettetemi, per favore, di meditarci un po’ su e di provare a desiderarla e a cercarla ogni giorno. Io sto facendo progressi!