Credo capiti a tutti di avere un ‘nemico’. Non un nemico ‘interno’, come dicevo nel mio post sui miei ex 85 chili, un nemico ‘esterno’, in carne ed ossa. Qualcuno che ci vuole male, che ci fa soffrire, che ci mette in difficoltà, che attenta alla nostra serenità.

A me è successo.

Mi arrabbiavo. Molto. Provavo dolore, piangevo, mi torturavo di perché. Perché? Perché si accanisce contro di me? Cercavo di tenere testa con durezza e mi sentivo fuori dai miei panni. Cercavo di sfoderare cinica indifferenza e avevo sempre un groppo in gola. Volevo scappare e nello stesso volevo lottare, difendermi, sbattergli sul muso le mie ragioni. Sensazioni e istinti contrastanti e logoranti.

Logoranti davvero. Il ‘nemico’ affrontato così mi sfiniva.

Ribattere cattiveria su cattiveria mi faceva sentire sbagliata.

Ingoiare il rospo senza ribattere mi dava l’impressione di arrendermi.

Sono situazioni terribili. Sfiancanti e avvilenti.

Penso che alla lunga abbruttiscano, davvero.

Il nemico mi mordeva il fianco, i miei pensieri e il mio corpo si ribellavano, non trovavano pace. Il nemico mi tendeva tranelli, il nemico mi faceva dispetti, il nemico mi attaccava. Il nemico mi faceva saltare in mente i peggiori istinti di vendetta.

E poi?

Ho capito che il nemico, se scalpitavo, non mollava la presa. Ho capito che il nemico godeva, a vedermi irritata, spiazzata, alterata. Ho capito che il nemico guadagnava vantaggio ogni volta che mi portava al suo basso livello.

Ho capito che il nemico aveva un punto debole: la serenità, la gentilezza, la correttezza. Ho capito che perdeva la bussola quando non scorgeva in me né livore né rassegnazione. Ho capito che il nemico, per distruggerlo, bisogna vezzeggiarlo!

Il nemico non si aspettava la mia placida determinazione, la mia inossidabile integrità, la mia testarda energia positiva.

L’ho preso per il naso, amorevolmente. Con la mia onestà, con la mia calma, con le mie attenzioni. L’ho costretto a giocare a un livello più alto, il mio. Senza più scontri aperti. Senza più spaventate frenesie. L’ho accarezzato, il nemico.

E lui ha iniziato a barcollare. Vistosamente.

C’è un tempo per tutto…anche per capire come vincere le piccole o grandi battaglie quotidiane. Con grazia.

Aggiungo…che noi Donne con la D maiuscola ne sappiamo davvero una più del diavolo…con la d minuscola!

P.S. Adesso? Adesso non siamo amici per la pelle ma ci prendiamo pure l’aperitivo insieme, piacevolmente. Con reciproco rispetto.