Ciascuna di noi ha il suo dobermann: il dobermann marito; il dobermann compagno; il dobermann fidanzato.

Il mio appartiene alla prima categoria.

Più o meno della mia età, pelo corto, fiuto da “segugio”.

Non l’ho preso in canile ma in un allevamento di dobermann-mariti di razza, dopo un’accurata selezione.

Ho controllato i denti per verificare che non mordesse troppo; verificato che rispondesse prontamente al comando e, infine, che avesse il pedigree di dobermann fedele.

Insomma ho scelto l’eccellenza.

In effetti il mio dobermann marito ha tanti pregi e un solo difetto: come tutti i dobermann esercita perfettamente il suo ruolo di cane da guardia e, se sgarro, ringhia!!!! Che poi…come dargli torto?

A proposito: il mio dobermann si chiama Roberto. É un delizioso marito che cucina, lava i piatti, sparecchia la tavola e rifa’ persino il letto.

Ah, dimenticavo un dettaglio importante: non sporca.

La morale è semplice: dietro a una grande Donna, c’è sempre un grande Uomo.

Leggiadrie a parte, senza il dobermann Roberto la mia vita non sarebbe la stessa. E chissà se ci sarebbe…il Mollia Style!

Comunque le virtù dell’intelligenza e dell’amore sono infinite e, al di là degli scodinzolamenti e dell’allegria, ogni giorno è bene praticare l’arte di ricordarlo e di abbracciarli.

Bau bau

Appassionatamente
Antonella